Edda Cattani

Papa Francesco ratifica Lutero

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Già in comunione con i fratelli ortodossi da un anno, nel 500° Anniversario

 

Papa Francesco ratifica la protesta di Lutero

e la promuove in festa cattolica:

“Grati per i doni ricevuti attraverso la Riforma”.

Pope Francis (L) with Rev. Martin Junge, General Secretary of LWF, inside of Lund Cathedral, Sweden, 31 October 2016. Pope Francis is visiting Malmo and Lund to participate in an ecumenical service and the beginning of a year of activities to mark the joint Lutheran-Catholic commemoration of the 500th anniversary of the Reformation. ANSA / OSSERVATORE ROMANO +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

A mezzo millennio da Martin Lutero e a mezzo secolo da Ingmar Bergman, la cattedrale di Lund è ancora una volta il “posto delle fragole”. Dove l’asprezza dei ricordi evolve, si converte in dolcezza dei gesti. E dove un dialogo acerbo matura e sperimenta il sapore del Verbo:

“Con gratitudine riconosciamo che la Riforma ha contribuito a dare maggiore centralità alla Sacra Scrittura nella vita della Chiesa…Chiediamo al Signore che la sua Parola ci mantenga uniti.”

Come nel film del regista svedese, le mura millenarie, con il loro magnetismo, catturano la scena di una metamorfosi. Una catarsi che solo il tempo sa operare nei protagonisti, aggiustando l’inquadratura e illuminando la zona d’ombra. Sicché la primavera giunge d’autunno, anche a una latitudine già invernale. Occasione da non perdere per Bergoglio, papa cinefilo, amante dei maestri degli anni ’50:

“Con questo nuovo sguardo al passato non pretendiamo di realizzare una inattuabile correzione di quanto è accaduto, ma raccontare questa storia in modo diverso”, ha spiegato all’arrivo, dopo l’appello rivolto in volo ai giornalisti: “Aiutateci a far capire”.

Così, con un anno di anticipo sul quinto centenario, Francesco ha trasformato la “protesta” di Lutero in festa cattolica, nonché canonica. O poco ci è mancato. E ha inaugurato le danze, schiodando le tesi del monaco ribelle dai battenti di Wittenberg, dove furono affisse nel 1517, per iscriverle d’ufficio sulla porta del Giubileo e registrarle nel libro dei romani pontefici: “…profondamente grati per i doni spirituali e teologici ricevuti attraverso la Riforma”, recita la dichiarazione comune, sottoscritta con il palestinese Munib Yunan, presidente della Federazione Luterana Mondiale.

Gli storici lo chiameranno ecumenismo del tango: un transfert dalle atmosfere creole a quelle scandinave, un allungo dal Baltico al Rio de la Plata. Rinunciando ai giri di valzer dei teologi, che la prendono alla larga, e avanzando barre a dritta in uno spazio stretto, come nelle milonghe di Buenos Aires. Buttandosi avanti e sapendo di non poter tornare indietro, in ossequio alle regole del ballo: “…abbiamo una nuova opportunità… Non possiamo rassegnarci alla divisione e alla distanza che la separazione ha prodotto tra noi”.

Con il suo paso doble, Bergoglio si spinge verso traguardi che a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sarebbero preclusi, scontando il peccato originale di un pregiudizio etnico – geografico: degli ortodossi russi all’indirizzo del papa polacco e dei protestanti tedeschi nei confronti del pontefice bavarese. Due derby, uno tra slavi e l’altro fra teutonici, nei quali le difese hanno avuto buon gioco in interdizione, stoppando le geometrie di Ratzinger, l’austero, e le acrobazie di Wojtyla, il condottiero. Ma non le fantasie palla a terra di Francesco, il manovriero. Realista e concreto quanto basta per puntare al risultato e portarlo a casa, prima del novantesimo, che stavolta coincide con la duplice chiusura, il 20 novembre, di Anno Santo e anno liturgico, nella domenica di Cristo Re: giorno in cui stilerà bilanci e tirerà somme.

Disposto a scoprirsi, a cedere terreno e a prendere gol persino, ma determinato, infine, a metterne a segno uno in più: come in febbraio a Cuba, quando pur d’incontrare Kirill, il patriarca russo, ha siglato con lui una sorta di “Yalta religiosa”. Un accordo di desistenza che impegna le due chiese a non arruolare proseliti e a non evangelizzare, de facto, nelle altrui zone di influenza, dove Giovanni Paolo II aveva posizionato, a presidio, i propri vescovi, con la consegna di marcare a uomo. E come oggi a Lund, quando non si è limitato a riabilitare Lutero, ma lo ha celebrato e addirittura è sembrato che stesse per annoverarlo tra i beati, con tempismo perfetto e significativo, nella vigilia della solennità di Ognissanti. Un passo che Benedetto XVI non avrebbe mai compiuto, vedendo nella riforma protestante, notoriamente, il primo ciak e l’incipit della deriva relativista del pensiero moderno.

Valutazioni che Bergoglio condivide sul piano scientifico, come dimostrano i suoi scritti argentini, ma che sbiadiscono e svaniscono in un quadro geopolitico, da quando è asceso al soglio petrino. Paradosso in virtù del quale il primo Papa della Compagnia di Gesù, nata segnatamente allo scopo di contrastare il protestantesimo, trova nel nemico di sempre un alleato, impensato più che insperato.

Come nei film dei supereroi, quando i protagonisti depongono antiche, anacronistiche rivalità per fronteggiare un gigante tecnologico, partorito dalla scienza e intenzionato a scalzare la loro primazia, elevando il relativismo a dogma di fede. Oppure, ipotesi ancora più terrificante, un Jurassic World delle religioni, dove i vecchi dinosauri del cattolicesimo, del luteranesimo e dell’ortodossia smettono di combattersi a vicenda per scongiurare una temibile mutazione genetica: una nuova specie aggressiva, uscita dal crogiuolo della storia e in grado di travolgerle, anzi di stravolgerle, deformandone mission e vision.

Oggi, esattamente come cinquecento anni fa, l’Europa è infatti teatro dello scontro tra due cristianesimi. Con una differenza di fondo, però, che attiene al DNA, poiché la disputa, questa volta, non verte sul conflitto tra coscienza e autorità, quanto piuttosto tra uguaglianza e identità.

Da un lato un cristianesimo identitario: che dopo essere stato liberato dai muri ne costruisce di nuovi, alzando il vessillo e vestendo la corazza di una fede anabolizzata e gonfia di proclami, fuori, ma sterilizzata e vuota di linfa evangelica, dentro. Dall’altro il cristianesimo egalitario, che riconosce in Bergoglio la sua bandiera e lo segue tra l’esultanza dei fedeli e la riluttanza dei governi, preoccupati di dover pagare un prezzo politico.

Una tenzone che non risparmia, in prospettiva, neppure le rive della Svezia felix, dove il partito xenofobo lambisce il 15 per cento. Fenomeno che ha indotto socialisti e moderati a correre ai ripari, congelando il patto di unità nazionale fino al 2022: una scadenza inconcepibile al sole del Mediterraneo, dove le maggioranze si sciolgono in un baleno.

“Esortiamo luterani e cattolici a lavorare insieme per accogliere chi è straniero e a difendere i diritti dei rifugiati e di quanti cercano asilo”. Profughi e i migranti, agli occhi del Pontefice, compongono dunque il banco di prova e la frontiera, mobile, del movimento ecumenico, dove si attesta il cammino comune e si testano i cromosomi, la fisionomia delle chiese cristiane.

“Come posso avere un Dio misericordioso?”. La misericordia divina, tormento di Lutero, che in sede speculativa divise in due la cristianità del secondo millennio, diviene, alle soglie del terzo, strumento di rinnovata unità operativa: “Senza questo servizio al mondo e nel mondo, la fede cristiana è incompleta”.

Sul set bergmaniano del posto delle fragole, Bergoglio raccoglie i frutti del lavoro avviato cinquant’anni orsono e chiude, al tempo stesso, un ciclo produttivo, trasferendo la pianta dell’ecumenismo dalla serra protetta della teologia, dove tutto appare chiaro e incontaminato, alla selva oscura del mondo globalizzato. In un groviglio a crescita continua che rende arduo discernere il grano dalla zizzania.

Nelle latitudini del grande Nord, il Papa del profondo Sud, in definitiva, è venuto a cercare d’autunno la primavera. E a invertire le stagioni della storia. Consapevole, in un’ottica gesuitica e cinematografica, “che il passato non si può cambiare, ma che la memoria, e il modo di fare memoria, possono essere trasformati”.

Piero Schiavazzi     31/10/2016

 

Edda CattaniPapa Francesco ratifica Lutero
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Newsletter n.33

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Newsletter n.33 del 6 settembre 2017

Buon rientro dalle vacanze cari Amici navigatori!

 

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Vi raggiungiamo quando le vacanze sono terminate ed iniziano le scuole. Sappiamo quanti impegni hanno le famiglie in questi giorni ma ci auguriamo che la pausa estiva sia stata di conforto.

Naturalmente abbiamo tutti condiviso tanti eventi drammatici che sono accaduti e ci auguriamo che possa tornare la serenità e la pace, soprattutto per le nuove generazioni che sappiamo quanto bisogno hanno di speranza in un avvenire migliore.

Sono spesso mancati gli aggiornamenti sul sito in quanto è stata molto seguita la pagina FB a nome di ‘Edda Cattani’ che riceve più immediatezza per i molti contatti in tutte le ore della giornata, anche con messaggi privati.

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La nostra Associazione divenuta di Promozione Culturale riconosciuta dalla Regione Veneto riapre i battenti e sabato 9 settembre avremo quale ospite per l’inaugurazione dell’anno sociale la Dott.ssa Emma Vitiani, medico olistico e madre come noi, con la quale possiamo dire di avere ormai rapporti fraterni e di tempi molto ravvicinati. Ci parlerà del pensiero positivo creativo e delle dinamiche delle relazioni.

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Per il nostro incontro annuale avremo la gradita presenza il 28 ottobre p.v. di P. Alberto Maggi che,presenterà il suo nuovo libro: ‘L’ultima Beatitudine’ a Padova – Mandria Auditorium Pontello Via Toblino 53 – CIVITAS VITAE Fondazione O.I.C. concludendo con la Messa concelebrata.

MISERICORDIAM2

Debbo annunciare che ormai è stato pubblicizzato su FB, inviato in cinquemila copie a relatori, precedenti partecipanti e sul nostro sito, il  XXXI° CONVEGNO DEL MOVIMENTO DELLA SPERANZA sul tema TESTIMONI DELL’INVISIBILE che avrà luogo a Cattolica nei giorni 21-22-23-24-25 settembre 2017 Centro Congressi – Waldorf Palace Hotel.

Adwards

Come avrete potuto notare è cambiato il nostro sito internet che, se fino ad ora è stato un po’ in stand-by per l’estate, riprenderà la sua piena attività fin da ora.

Ed ora mi permetto di salutarvi con questo commento. 

La bontà delle persone sta nei piccoli dettagli.

” I piccoli dettagli sono la base di una vita intera. C’è chi non li percepisce, persone che non sono in grado di riconoscere lo sforzo che fanno gli altri per facilitare la loro vita, per illuminare i giorni bui e per sciogliere i nodi dove ci sono solo matasse aggrovigliate.

Quante persone buone ci sono nella mostra vita? Il caso ha voluto che facessero parte della nostra vita e che vi arricchissero con le loro parole e la loro profonda umiltà, totalmente estranea all’egoismo.”

Grazie di esserci !

perdon

 

Giunga a tutti voi un augurio di giorni di riposo, serenità e pace!

Ricevi questa email o come iscritto o simpatizzante della nostra Associazione e il suo sito www.acsss.it. Il trattamento dei tuoi dati avviene nel rispetto del Dlg. 196/2003. Qualora non volessi ricevere più queste informazioni o volessi semplicemente cancellare i tuoi dati, basta rispondere a questa mail con “CANCELLAMI” Per qualsiasi informazione nel merito puoi scrivere a: edda.cattani@alice.it

 

 

 

Edda CattaniNewsletter n.33
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Arrivederci Cattolica 2017

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ARRIVEDERCI CATTOLICA 2017!

Con l’invito per il prossimo 21 settembre

Vi riportiamo il sunto dei Convegni degli scorsi anni.

Convegno MOVIMENTO DELLA SPERANZA 2015 

Grazie a tutti!

 

Nella foto la Tavola Rotonda condotta da Enzo de Caro NON SIAMO SOLI.

La HERMES ha prenotato il
Centro Congressi Waldorf di Cattolica per l’ultimo week end di settembre 2016: questo è già un riscontro al successo che l’evento ha ottenuto.


Condivido uno dei tanti commenti positivi :

“DA CATTOLICA IN DIRETTA: Stamattina, il medico e psicologo Claudio Lalla di Roma, ci ha spiegato una tecnica personale, estrapolato da una metodologia sperimentale statunitense con cui si eseguiva una terapia ai reduci della guerra in Vietnam, per cui, con appropriate stimolazioni ai lobi cerebrali, si inducono visioni e comunicazioni con entità di trapassati. ..Gianfranco Cuccioli, rappresentante della Biblioteca -Fondazione Bolzano De Boni, ci ha parlato del Paranormale Archeologico della Albania di Glastonbury con le rivelazioni medianiche ottenute sin dai primi anni del 900…Adesso Umberto Di Grazia ci sta parlando di forme-pensiero e di come queste, come visibile dalle foto, siano fotografabili con tecniche speciali, e di sogni lucidi…”


“Sto tornando a casa e mi sento più ricca dentro dopo aver incontrato, ascoltato tanti genitori e ottimi 
relatori che probabilmente ci hanno aperto nuove strade nella consapevolezza della vita oltre la vita terrena. Prendo atto che bisogna lavorare molto su di noi per diventare migliori e vivere nella “benevolenza” (come ogni tanto diceva Edda Cattani), vivere come pellegrini del/nel mondo rispettando il creato e abbracciando ognuno il proprio dolore, di cui probabilmente avremmo fatto a meno, ma che ci ha resi più pensanti. GRAZIE a tutti.”

 

La grande lirica e medianità di Krisztina Nemeth

“Grazie Edda,il convegno è stata una grande occasione di condivisione ,di conoscenza e di approfondimento di legami…la strada è difficile,dolorosa,si prosegue per piccoli passi..ma c’è ;non si brancola nel buio,oppure se il buio c’è ,c’è anche la consapevolezza della speranza,della benevolenza,dei compagni-e di percorso e del nutrimento profondo che alcuni relatori ci hanno donato e della possibilita’ che sviluppando sensibilita’ e conoscenze,con la guida dell’Amore possiamo crescere anche in altre dimensioni piu’ vicine allo spirito..grazie a te che spezzi il pane e dai a noi esempio e insegnamenti in questa direzione. MT”

 

Con gli amici di sempre : Don Pasquale, Venera, Maria, Gianna… e la serata in concerto!!!

E con oggi, purtroppo, si conclude il bellissimo Convegno organizzato da Edda Cattani e Paola Giovetti. Grazie per tutto quello che ci avete dato. Grazie per la vostra sempre grande disponibilità. Grazie, perché come sempre succede ogni anno, ognuno di noi si porta a casa una piccola o grande Luce che le permetterà di continuare a cercare quello che sicuramente prima o poi troverà. Grazie col cuore e arrivederci a Cattolica l’anno prossimo. Vorrei anche ringraziare le segretarie che con la loro pazienza e gentilezza ci hanno dato tutte le informazioni che ci servivano in questi tre bellissimi giorni passati insieme. Un abbraccio a tutti voi. Un sereno e felice anno a tutti.

 …tutto si è concluso con l’intervento di Tina Zaccaria, amica, sorella e Madre Coraggio!!!

 

MIRACOLO A CATTOLICA:
Mi si può accusare di essere di parte, ma Daniele è anche opera mia e dell’amore che ho condiviso con Tina Zaccaria nella sua disperazione, dopo la dipartita di Dalia. Ed è proprio dalla vita del piccolo Daniele appena venuto alla luce, che continua l’appassionata testimonianza di una madre coraggio a conclusione del nostro convegno. Tina ha denunciato quanto avviene a livello politico e morale nella terra dei fuochi, dove i veleni immondi continuano a distruggere tante piccole creature. Tina è diventata un apostolo della speranza che queste madri portano avanti combattendo strenuamente contro la corruzione e la criminalità organizzata. L’anno prossimo speriamo che sia divulgato un libro la cui proposta è venuta dall’editore, Dottor Canonico, a questa testimone del coraggio contro ogni abominevole correlazione fra interessi e giustizia.

Edda CattaniArrivederci Cattolica 2017
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Giornata del Creato

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Giornata del Creato

terra

Il primo settembre è un appuntamento importante per la celebrazione della Giornata della Creazione. Si tratta di un’importante occasione di impegno ecumenico, di condivisione e di promozione del Vangelo nel mondo contemporaneo. Papa Francesco sullo sfondo dell’enciclica dedicata a questo tema e pubblicata poco più di un anno fa, ’Laudato sì’, l’ha fatta divenire un riferimento sia nel mondo cristiano che nel dialogo con altre fedi.

Tra i temi, l’attenzione ai poveri, il rapporto uomo-natura e il terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale.

Meno di un anno fa, si è svolta a Parigi la Conferenza mondiale sull’ambiente e i cambiamenti climatici e anche in quell’occasione la voce delle chiese si è levata chiedendo ai potenti e ai grandi del mondo un’inversione di rotta per ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e il riscaldamento globale che sta mettendo in pericolo la vita di milioni di persone soprattutto in Africa e Asia. Il vertice di Parigi ha raggiunto un accordo positivo sottoscritto da 195 Paesi, che però ora dovrà essere ratificato e applicato, in tal senso le chiese chiede cristiane esigono anche che gli impegni presi a Parigi non vengano disattesi. 

Quest’anno, inoltre, Il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE – cattolici) e la Conferenza delle Chiese Europee (CEC – protestanti, anglicani ortodossi), in occasione della Giornata della Creazione, hanno chiesto «preghiere comuni e un rafforzamento del lavoro ecumenico per la cura della Creazione». In un comunicato congiunto diffuso in questi giorni, si legge fra le altre cose: «Il Tempo per la Creazione, dal 1 settembre al 4 ottobre (la festa di San Francesco d’Assisi nella tradizione occidentale) è un periodo speciale nei calendari liturgici in un numero crescente di Chiese in Europa». 

Papa Francesco, durante l’angelus di domenica scorsa, aveva ricordato che «Giovedì prossimo, primo settembre celebreremo la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato, insieme con i fratelli ortodossi e di altre Chiese: sarà un’occasione per rafforzare il comune impegno a salvaguardare la vita, rispettando l’ambiente e la natura». 

Infine da rilevare che nel nostro Paese la Giornata del Creato coincide con i giorni drammatici del terremoto che ha sconvolto l’Italia centrale causando circa 300 vittime, migliaia di sfollati, distruzioni di interi Paesi. In tal senso il segretario della Ccee, monsignor Duarte da Cunha, ha parlato sia della fragilità del Pianeta che delle responsabilità umane. «Se noi riconosciamo la nostra umiltà davanti al creato – ha detto monsignor Da Cunha -, non dobbiamo allora avere la pretesa di dominare, controllare, manipolare ma il rispetto di mettersi davanti a questo Mistero e la missione di servire. C’è una fragilità insita nel pianeta. L’uomo non è onnipotente. Non possiamo pensare che non ci saranno altri disastri o che altri disastri verranno solo dalla mano dell’uomo. Quello che però possiamo fare e possiamo chiedere al Signore è che tutti i disastri che ci sono nella natura possano avere una risposta anche di solidarietà e di sostegno, per accogliere e abbracciare chi ne è stato colpito e trovare soluzioni per ricostruire un futuro». Importanti anche le parole pronunciate dal vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nel corso della messa per le vittime del terremoto celebrata ad Amatrice: «Il terremoto non uccide. Uccidono piuttosto le opere dell’uomo! I paesaggi che vediamo e che ci stupiscono per la loro bellezza sono dovuti alla sequenza dei terremoti».  

 

 

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P.Dall’Oglio a quattro anni…

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29 luglio 2013 – 29 luglio 2017

Riportiamo  un articolo dello scorso anno

Tre anni fa il rapimento di padre Paolo Dall’Oglio

 

Padre Dall'Oglio

Nico Veladiano·Mercoledì 27 luglio 2016

Non so cosa potrebbe dire l’amico padre Paolo Dall’Oglio dei tragici eventi che stanno insanguinando l’Europa e non solo. Da quando, il 29 luglio di tre anni, non si hanno più notizie di lui il mondo è cambiato rapidamente e certamente non nel modo che le persone di buona volontà si possono augurare. Certamente le sue sarebbero parole importanti, importanti quanto lo possono essere quelle di un profeta, di un uomo di Dio, quello vero s’intende. Paolo da oltre trent’anni è l’uomo del dialogo, un dialogo che lui ha creduto e crede sempre e comunque possibile, tra uomini di qualsiasi fede e di qualsiasi civiltà. Per questo i suoi amici, quanti pensano che le cose possano e debbano cambiare in meglio, continuano a sperare in un suo ritorno da quella prigione (Raqqa o chissà quale altro luogo) dove a sostenerlo c’è sicuramente la sua fede incrollabile, in Dio e negli uomini. I suoi amici, la sua famiglia lo pensano vivo. Tutti vogliamo continuare a pensarlo vivo. A tutti coloro che gli sono stati vicini e continuano ad esserlo, estendo il ringraziamento della mamma di padre Paolo che, con fede incrollabile, attende, assieme alla famiglia, il ritorno del figlio. Se qualcuno ha piacere di leggere qualche cosa su e di padre Paolo Dall’Oglio, aggiungo l’indirizzo di una pagina del mio sito internet dove ho raccolto tutte le pubblicazioni (di cui sono a conoscenza), che lo riguardano.

Eccolo: http://www.nicoveladiano.it/index.php/padre-paolo-dall-oglio/i-libri-di-padre-dall-oglio Aggiungo una foto di Paolo assieme e me, scattata nel monastero syriano di Deir Mar Musa di cui è il priore. Grazie a quanti condividono questa nota e la faranno girare.

 

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Anna: la benefica

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Anna: la benefica

Sant'Anna

Oggi Sant’Anna protettrice di tutte le Mamme. Auguri a tutte coloro che si chiamano Anna!

Anna, dall’ebraico “grazia, la benefica” e Gioacchino, dall‘ebraico “Dio solleva” non sono ricordati nei Vangeli canonici; ne parlano invece i vangeli apocrifi della Natività e dell’Infanzia, di cui il più antico è il cosiddetto « Protovangelo di san Giacomo », scritto non oltre la metà del II secolo. Nonostante questo il culto di sant’Anna è estremamente diffuso sia in Oriente (dal VI sec.) sia in Occidente (dal X sec.). Il culto di Gioacchino si diffuse nel XIV sec.

Il 26 luglio nasceva la prima dei miei quattro figli. Oggi resta lei e la sorella nata l’anno successivo. Andrea e Marco ci proteggono dall’alto. Ogni figlio è per sempre!

Concludo con le parole di Kirk Kilgour –

Chiesi a Dio di essere forte per eseguire progetti grandiosi, ed Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute per realizzare grandi imprese, ed Egli mi ha dato il dolore per comprendere meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto, e mi ha lasciato povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me ed Egli mi ha dato l’umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita e mi ha lasciato la vita perché io potessi essere contento di tutto.
Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo, ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato o Signore: fra tutti gli uomini nessuno possiede più di quello che ho io.

Dipinto: Leonardo da Vinci – Sant’Anna.

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Vietato lamentarsi

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“Vietato lamentarsi”

vietato 

 

Di Andrea Tornielli

Papa Francesco trascorre le sue ferie rimanendo a casa senza perdere il buonumore, a dispetto di alcuni presunti retroscena giornalistici che lo dipingono come incupito e assediato dagli avversari interni.

Da qualche giorno sulla porta del suo appartamentino a Santa Marta è apparso un eloquente quanto ironico cartello, che recita: «Vietato lamentarsi». Vi si legge che «i trasgressori sono soggetti da una sindrome da vittimismo con conseguente abbassamento del tono dell’umore e della capacità di risolvere i problemi». Che «la sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di bambini». E conclude così: «Per diventare il meglio di sé bisogna concentrarsi sulle proprie potenzialità e non sui propri limiti quindi: smettila di lamentarti e agisci per cambiare in meglio la tua vita».

A notarlo sono stati gli interlocutori più recenti del Pontefice invitati a Santa Marta, tra i quali un anziano sacerdote italiano, amico di lunga data, il quale – dopo aver chiesto l’autorizzazione – l’ha fotografato per divulgarlo. Era stato lo stesso Francesco a farglielo notare al termine dell’udienza avvenuta all’inizio della settimana ed entrambi avevano sorriso.

Quel cartello è un’invenzione dello psicologo e psicoterapeuta dal nome biblico Salvo Noè, autore di libri e di corsi motivazionali. Nell’ultimo dei suoi volumi ha dedicato alcune pagine proprio a Bergoglio. Lo scorso 14 giugno, al termine dell’udienza in piazza San Pietro, Noè aveva potuto salutare per alcuni istanti Francesco: gli aveva donato il libro, un braccialetto e il cartello immediatamente apprezzato dal Papa che aveva replicato: «Lo metterò alla porta del mio ufficio dove ricevo le persone». Ora, l’«ufficio» del Papa dove avvengono solitamente le udienze è nel palazzo apostolico, la cui austerità e bellezza non si sarebbero certo sposate bene con quel divieto un po’ goliardico. Così Francesco ha deciso di appenderlo fuori dalla porta del suo appartamento.

In molte occasioni l’autore dell’esortazione «Evangelii gaudium» (la gioia del Vangelo) ha invitato i cristiani ad abbandonare l’atteggiamento di continua lamentela: «A volte – aveva detto alcuni mesi dopo l’elezione – alcuni cristiani malinconici hanno più faccia da peperoncino all’aceto che di gioiosi che hanno una vita bella!».

Il sacerdote che ha scattato la foto dice di aver trovato Francesco disteso e sereno. Al lavoro nonostante le ferie su alcune nomine curiali – è attesa quella del nuovo segretario della Congregazione per la dottrina della fede – ma anche sui discorsi del prossimo viaggio in Colombia. Gli ultimi giorni di giugno e i primi di luglio, con le improvvise dimissioni del Revisore generale Libero Milone, il congedo del cardinale George Pell rinviato a giudizio in Australia per presunti abusi su minori e infine la mancata riconferma del cardinale Prefetto dell’ex Sant’Uffizio Gerhard Müller hanno dato adito a molte ipotesi. E hanno anche scatenato una ridda di ricostruzioni a dir poco fantasiose, come quella spacciata per essere «di buona fonte» ma totalmente falsa, secondo la quale comunicando la mancata riconferma a Müller il Papa lo avrebbe sottoposto a un surreale interrogatorio sul celibato sacerdotale e donne prete. O come quella secondo cui Francesco da qualche settimana avrebbe scelto di consumare ancora i pasti nella sala da pranzo comune di Santa Marta ma di spalle, in un angolo più defilato. Peccato che quest’ultima scelta risalga a più di tre anni fa e dunque non ha alcun collegamento con le più recenti e controverse vicende.

 

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Le case di Maria

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Le case di Maria

 

( …è  periodo di pellegrinaggi…)

 

Gesù ne scelse dodici per «fare casa» con loro, perché facessero esperienza di vita con lui. La guarigione della vita è liberarla dalla malattia della solitudine, dalla tirannia del fare, dal fascino della quantità, e riproporre il fascino della comunione.

 

 

Un viaggio attraverso le case che Maria ha abitato nel corso della sua esistenza: questo, in sintesi il contenuto del libro di Hermes Ronchi. La memoria biblica di Maria, infatti, si apre con una casa, dove è un angelo a parlare, e si chiude con una casa, dove a parlare sono il vento e il fuoco. Dalla casa di Nazaret alla casa di Gerusalemme.La casa non è soltanto l’abitazione, ma il luogo dove accadono gli eventi decisivi della vita. La metafora della casa ci aiuta a passare dall’edificio all’interiorità di chi vi abita. La casa in realtà è Maria stessa. Raccolta e ospitale, con le due caratteristiche proprie di ogni casa, Maria sarà casa di Dio. Creatrice di relazioni, Ella nelle sue case trasmette ed elabora un’arte di vivere e ci insegna a non smarrire la polifonia dell’esistenza e degli affetti.

 

 

Oh! adorare e cioè perdersi nell’insondabile, immergersi nell’inesau­ribile, trovare pace nell’incorruttibile, assorbirsi nell’immensità defi­nita, offrirsi al Fuoco e alla Trasparenza, annientarsi consapevol­mente e volontariamente man mano che si prende sempre più coscienza di sé, darsi senza limiti a ciò che non ha limite!  Pierre Teilhard de Chardin (L’ambiente divino)

 

 

 

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La Maschera alle Terme

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 E’ solo un ricordo …

La Maschera alle Terme

La mia riflessione quotidiana prende il via dalla manifestazione La Maschera alle Terme”organizzata per la festa della mamma 2015, dall’Amministrazione Comunale di Abano Terme. Le vie della città, divenuta per l’occasione una piccola Venezia, sono state animate notte e giorno da maschere di ogni epoca e provenienza: un tuffo nel colore e nella musica del Carnevale attraverso intrattenimenti musicali, danzanti e teatrali. Con i miei piccoli, incuriositi e festosi, ho potuto ammirare le maschere più belle ed originali dei migliori carnevali d’Italia che hanno partecipato al concorso.

 

Ma se questo folklore può far piacere e accompagnare le ore della nostra passeggiata domenicale non posso esimermi dal considerare quanti, come me, pur non vestendo un costume, calzano quotidianamente la loro “maschera”; un sorriso di facciata in un volto inespressivo …

 

 

Indossare una maschera è ciò che tutti facciamo ogni giorno della nostra vita! Cito esplicitamente Pirandello “Uno, nessuno e centomila”: noi non siamo un’unità, ma una molteplicità che cambia e si manifesta ogni volta in modo diverso, noi non siamo “uno” ma “centomila”, ed è proprio questo che ci fa essere e sentirci “nessuno”.

La stessa natura umana con la volontà di assumere un atteggiamento, diviene il “nostro” aspetto, rapportato al contesto, al momento, alla relazione  e noi uomini perciò siamo d’istinto portati a mutare noi stessi e il nostro modo di rapportarci agli altri continuamente.

 

Tutto muta… mutiamo noi stessi e coloro che avviciniamo, le relazioni che intratteniamo, i sentimenti e le emozioni del nostro animo … Questo è uno dei motivi per cui io sono diventata un tantino allergica al “per sempre”, in particolare al “ti amerò per sempre”, che dà tanta sicurezza ma raramente si dimostra vero!

Una persona può restare “per sempre” nel nostro cuore, ma raramente i sentimenti che proviamo per lei resteranno “per sempre” gli stessi! … ma questo è un altro discorso… Penso che noi diventiamo le persone che siamo quando, attraverso il tempo, diventiamo qualcuno e ci è dato di sentirci “qualcuno”, altrimenti saremmo appunto “nessuno”.

Allora si può dire che la maschera, anzi le maschere fanno parte della natura umana e noi ne indossiamo continuamente, non perché ci piace simulare o fingere di essere altro da ciò che siamo, ma proprio perché sono quelle stesse maschere che ci fanno essere e sentirci “noi”.

Ho imparato che non vale la pena inseguire il passato, perché l’indifferenza, in quest’epoca, rappresenta qualcosa di impercorribile, non misurabile a distanze spaziali o temporali e per quanto si possa amare qualcuno non sarà mai sufficiente a colmare quella diversità.  A volte manca il coraggio, a volte la consapevolezza che si potrebbe stare meglio accorgendosi che quel modello di amore non è più per noi. A volte ci si dovrebbe semplicemente fermare e lasciar scorrere altre distanze … altro tempo … Abituarsi all’impossibilità.

 

Ricominciare da zero. Il cuore è allenato alla mancanza, alla privazione. La mente però pare non riuscire a farsene una ragione. Come se anche non conoscendo la logica del sentimento, sapesse quanta follia alberga in quel diniego di carne, di ossa, di palpiti che si richiamano senza sosta ma senza risposta.

Le cose più belle che mi sono successe, non le ho scelte, come le cose più brutte. Non ho avuto paura di attraversare il meglio come il peggio perché non me l’aspettavo e non ho avuto paura dell’inizio né della fine, perché ancora oggi sono presenti in me. Questo è quanto di più caro posso raccontare su ciò che significa per me vita.

L’unico modo per combattere qualsiasi forma di crisi è la cultura e la condivisione, la relazione…  ma quella semplice… propria dei bambini… quella che ci fa sentire noi stessi con loro…Senza una di queste componenti si muore, si muore in silenzio, si muore soli e si muore per niente. Quando chiediamo a qualcuno “come stai?” assicuriamoci di voler sentire la risposta, e spendiamo qualche minuto della vostra vita a capire cosa possiamo fare di concreto per aiutare chi ha bisogno!

              Qualche anno fa… ora sono cresciuti e lo sono anch’io! Capodanno 2015

Aiutiamo la gente a NON SUICIDARSI!

E a te che leggi: PER RICORDARMI!

“Abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci ricordi chi siamo e quanto valiamo. Abbiamo sempre bisogno di qualcuno  … che ci ricordi. Io non sono diversa e, quando non ho i suoi occhi che vegliano su di me, sento come se mi mancassero quella stabilità e quelle certezze che mi dava. Ma prima di approdare nel rifugio sicuro della mia anima, sono andata così a fondo che ho temuto davvero di annegare.”

“La paura è un sentimento molto nobile, solo le persone intelligenti hanno paura. La bicicletta giusta non è quella che ha le ruotine ai lati, ma è quella con una bella scatola di cerotti. Perché nella vita per imparare a fare le cose, bisogna cadere.

Non devi avere paura di cadere, ma paura di non rialzarti”. (Paolo Crepet)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Edda CattaniLa Maschera alle Terme
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Maternità

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Maternità

Questa giornata dedicata  alla Madonna di Pompei l’ho sentita particolarmente intensa con quest’aria di maggio in cui finalmente c’è un limpido sole e una timida ma splendida rosa è sbocciata nel mio giardino. Ho ringraziato la mia mamma dispensatrice di “grazie fiorite” e mi sono sentita meglio.

Della Supplica che si è recitata a mezzogiorno prendo solo l’ultima frase:

“… confidiamo pienamente in Te, ci gettiamo ai Tuoi piedi, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri…”

Certo è che sono passati gli anni, sono diventata madre e nonna, ma il legame con lei non cesserà mai … Penso che sarà l’ultima parola che pronuncerò nel momento del trapasso ed è quella che mormoro sempre, anche ora che mi sento tanto fragile e insicura. Non passa, non cambia il legame mamma e figlio che è di  un’intensità così forte e stupenda difficilmente descrivibile.

Sto proprio leggendo questo brano e mi fermo a riflettere … I nostri figli sono un  grandissimo dono che abbiamo ricevuto e che custodiremo per sempre. Certo non potremo tenerli sempre stretti al nostro petto ma il nostro amore li seguirà oltre ogni confine!

Da dove sono venuto? Dove mi hai trovato?
Domandò il bambino a sua madre.
Ed ella pianse e rise allo stesso tempo e stringendolo al petto gli rispose:
tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio,
tu eri il Suo desiderio.
Tu eri nelle bambole della mia infanzia,
in tutte le mie speranze,
in tutti i miei amori, nella mia vita,
nella vita di mia madre,
tu hai vissuto.
Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa
ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,
e mentre contemplo il tuo viso, l’onda del mistero mi sommerge
perché tu che appartieni a tutti,
tu mi sei stato donato.
E per paura che tu fugga via
ti tengo stretto nel mio cuore.
Quale magia ha dunque affidato il tesoro
del mondo nelle mie esili braccia?

                                                                      (Tagore)

Sono diventata madre seguendo il suo esempio, ho drizzato la schiena quando è mancato Andrea e lei, sempre rigida e dura con se stessa, parca di carezze e priva di svenevolezze, mi ha insegnato a non piangermi addosso e a guardare avanti nonostante tutto.

E chi più di lei avrebbe potuto dirmelo … orfana in tenera età … con una famiglia e fratellini da accudire … poi giovane vedova e ancora testimone del lutto della figlia!Quando non c’erano più lacrime andavo da lei e trovavo sempre una spinta alla speranza.

“Tieni duro mamma – le dicevo negli ultimi tempi quando ormai era un mucchietto d’ossa rattrappite …  – abbiamo ancora bisogno di te!” E lei sempre con l’occhio vigile a guardare la porta per vedere chi ancora veniva a trovare lei … condottiera da una vita … fino al giorno in cui la sentii mormorare: “Sono venuti a prendermi!”

Erano sì ! venuti … tutti coloro che lei aspettava da lungo tempo, per terminare quel calvario terreno che sembrava non avere fine … ed ora sono io che le tendo la mano per dirle: “Mamma, ora tu capisci tutto … capisci anche me che continuo a cadere a rialzarmi con grande sforzo … ora che sono stanca e sola … come lo eri tu …  Dammi la tua tenacia nelle decisioni, la tua costanza nelle imprese, il tuo coraggio nella quotidianità. Vorrei dirti tante cose, anche quelle che non ti ho detto quand’eri qui, nella mia casa ormai vuota … Posso solo dirti che ti voglio bene  e anche questi fiori che hai fatto spuntare in questi giorni li dedico a te!”

 

E proprio Papa Francesco entra, con la sua delicatezza, nel tema profondo della “maternità” ringraziando  le suore per il grande lavoro che fanno nella Chiesa: “Senza di voi le mancherebbe maternità, affetto, tenerezza! Grazie!”. “La consacrata – ha affermato il Pontefice – è madre, deve essere madre e non zitella! Questa gioia della fecondità spirituale animi la vostra esistenza”.  

Il Pontefice ha poi parlato alle religiose della castità “come carisma prezioso, che allarga la libertà del dono a Dio e agli altri, con la tenerezza, la misericordia, la vicinanza di Cristo”. “La castità per il Regno dei Cieli – ha spiegato – mostra come l’affettività ha il suo posto nella libertà matura e diventa un segno del mondo futuro, per far risplendere sempre il primato di Dio”. Ecco dunque la necessità di “una castità ‘feconda’, che genera figli spirituali nella Chiesa. La consacrata – ha quindi concluso – è madre, deve essere madre e non zitella! Questa gioia della fecondità spirituale animi la vostra esistenza; siate madri, come figura di Maria Madre e della Chiesa Madre”.

Edda CattaniMaternità
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