Edda Cattani

La vida es sueño

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LA MERAVIGLIA  DELLA  VITA  UMANA

"La grandezza della vita sta nella grandezza del Sogno in cui si è deciso di credere"

(MARTIN LUTHER KING)

Ci siamo incontrati per parlare dell'amore ed ora vediamo le domande che si pone il papà di Lene, nell'articolo postato sotto. Vogliamo parlare di questa esistenza come meraviglia o sogno. Pensiamo che anche la vita animale e vegetale è meraviglia e ci è affine. Riconosciamo questa meraviglia, immergiamoci riconoscenti nella dolcezza, nel valore di questa continuità. Ma anche realizziamo che solo la vita umana può dire a se stessa la meraviglia che: la vita, solo nella vita umana, la vita giunge alla coscienza di sé.

La vita umana è quel luogo della materia matura dove si accendono misteriosamente coscienza, pensiero, esperienza morale, manifestazioni di spiritualità contemplativa e creativa, nostalgie e dedizioni e tragedie d'amore, tutte cose su cui non voglio fermarmi perché sono accessibili all'esperienza comune, ma che fanno della vita umana una parte più grande dell'intero universo biologico e fisico che la contiene, un effetto che può tra­scendere l'immensa causa da cui ha origine, non contentarsi di questo universo, metterlo in questione, chieder­gli radicale giustificazione di sé nell'ordine dell'essere e nell'ordine del valore con la scienza e la filosofia.

L'uomo è micidiale all'uomo, perché non vede che cosa veramente è l'uomo.

Come meraviglia si contempla la vita umana come tenerezza del cuore.

 

 

 

 

Il cuore ha un suo modo di vedere, che non è quello de! pensiero ma che è conoscitivo.

 

Non è conoscenza quella che acquisisce il padre nello scrutare il profilodel bambino che tiene in braccio, non è conoscenza quello che  l'innamorato  segue nei  movimenti di lei … Queste cose conosce della vita umana la tenerezza del cuore e altre quali le beatitudini evangeliche, che parlano di una vita che supera l’autoaffermazione naturale. Questa conoscenza sa toccare, gli orro­ri, le disperazioni sempre possibili della vita in un modo che inspiegabilmente solleva, guarisce.

 

Non dovremmo mai dimenticare come ogni vita, ogni stadio della vita, può presentarsi all'amicizia incondi­zionata, alla tenerezza del cuore.

«La cosa forse più bella della vita umana è che ci sono altre vite umane»,  molto accade come se nel semplice essere se stessi, essere grandi, al limite divini, non si realizzasse ancora la pienezza di quello che l'idea di vita umana contiene o promette. La vera vita sembra essere un vivere insieme la vita: perfino in Dio, se è vero il più profondo mistero cristiano che essa sia vita non sola, ma con altri, per altri, di altri; comunione di vita.

 

 La vita più vera e più forte non è quella che si contrappone alle altre e forse le sovrasta, ma quella che maggiormente si comunica, che maggiormente comunica con tutte le vite. La vita più grande e più forte è la vita di (tra) tutte le vite.

 

.."Ma le canzoni
son come i fiori
nascon da sole
e sono come i sogni
e a noi non resta
che scriverle in fretta
perché poi svaniscono
e non si ricordano più"..


(VASCO)

Altra meraviglia è contemplare la vita umana come appare all'abisso della fede.

 Qui la vita umana è avventura [senza Fine. Una volta che c'è, è] per sempre. Noi ammessi alla vita, questi e non altri, per eterno decreto, saremo stati l'unica storia dell'essere nell'infinità del possibile, saremo appartenuti al club più esclusivo che si possa pensare.

 

L'essere avrà avuto il mio volto. L'eternità avrà per sempre il mio volto. Perché proprio il mio, scelto dall'A­more infinito?

 

Entro l'abisso della fede, la vita si presenta guardata molto più dal termine, dall’éschaton, che dall'inizio. L'inizio già non è povera cosa, come abbiamo visto: la cellula umana è un miracolo di complessità che richiede un'immensità per formarsi, il suo grembo è un universo di miliardi di anni luce. Ma nulla distingue nel visibile quella cellula dalle altre cellule viventi, e mortali.

È dal termine che, nella fede, si comprende l'inizio. In Dio viene prima ciò che viene dopo, il compimento della storia: quelle cellule come tutte le altre sono l'inizio di una vita eterna elevata alla visione di Dio. Dal dopo si capisce il prima.

 

La fede vede il mondo alla rovescia. La vida es sueno: dalla vita che «è sogno» ci risveglieremo alla vita che è realtà. Diremo: era solo un sogno. Vedremo come stanno veramente le cose. Si ridimensioneranno incredibil­mente tutti i valori.

 

La grandezza umana: era un sogno. La sofferenza, il fallimento, l'orrore: era soltanto un brutto sogno. Ecco quello che contava: la buona volontà: ecco anello che conta: la gloria di Dio, il dono di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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Io so che tu esisti

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io so che tu esisti

pubblicata da Lene Farinato il giorno mercoledì 7 settembre 2011 alle ore 9.30

 

Siamo davvero pronti per conoscere la verità?.. la mia domande è semplice.. chiara.. gentile e diretta. Ma la verità ci spaventa… il nostro io chiede la propria individualità.. bizzarro che la parola in sé contenga lo stesso termine per descrivere un binomio "dualità".. in ogni caso la verità ci spaventa.. perché la verità è disarmante.. la verità è semplice.. potremmo mai considerare il fatto che i nostri cari ci ascoltino?  no, abbiamo bisogno di prove costanti e continue.. ed io sono il primo a vacillare di fronte all'incomprensibile mistero della vita.. e poi mi fermo per emozionarmi di fronte a tanta incontenibile bellezza.. una bellezza che danza in sincronia con ogni singolo essere vivente.. ma noi cosa facciamo? raccogliamo un fiore.. si va a funghi.. si fanno fotografie… come se dal nostro piccolo inutile esistere noi fossimo in grado di descrivere il mondo.. non conosciamo i misteri delle profondità marine e pretendiamo di conoscere questo mondo e l'universo?? ma quanto arroganza c'è nei nostri miseri cuori?

tutto intorno a noi è perfettamente integrato nel grande disegno della vita.. e noi che facciamo?? ci perdiamo in un bicchiere d'acqua.. perché vogliamo vincere le malattie, vogliamo essere ricchi, potenti,perfetti.. ma la perfezione cos'è… ed in realtà potrà mai servire a qualcosa la perfezione?? diamo un canone alla bellezza, un concetto all'anima, un’idea al pensiero.. idealizziamo dei santi che hanno camminato su questa terra e ci fondiamo religioni millenarie sui loro passi.. abbiamo fatto e continuiamo a fare guerre e seminare distruzione in nome di un Dio o di un Allah di turno, ma di fronte al semplice contatto coi nostri cari.. pensiamo… abbiamo dei dubbi.. ci soffermiamo a capire e decodificare i messaggi.. quanta miseria alberga nei nostri cuori.. e ci chiamiamo "umani".. c…o che ironia, ed ancora non capisco come abbiamo potuto sopravvivere per tutti questi anni su un pianeta perfetto come la terra… ed ogni giorno lo martirizziamo… lo distruggiamo.. e ne siamo consapevoli.. ma non c'è né frega un c…o perché la verità ci spaventa.. ci annebbia la vista.. incredibile come una semplice e piccola insignificante verità possa disarmare un intero esercito di uomini ben addestrati alla guerra… ci perdiamo tra le pieghe del tempo… gli diamo una ragione, al tempo, ma il tempo lo abbiamo inventato noi stessi.. come possiamo credere che esista il tempo?? Così una foto che arriva dall'aldilà di una bambina vivace ci lascia perplessi e dubbiosi.. ma nel momento in cui pellegriniamo verso medjugorje  per guarire dalle nostre malattie endemiche abbiamo fede… crediamo…. perché siamo cosi egoisti?.. la stessa foto della stessa bimba ci toccherebbe dal profondo se ne fossimo coinvolti personalmente.. ma essendo immuni ( fino a prova contraria) al dolore.. vogliamo delle conferme.. conferme su cosa.. ma soprattutto perché un essere di luce che viene da un altro mondo dovrebbe sforzarsi di far capire ad un verme che lui esiste davvero?? vi siete mai fermati a chiedere permesso ad un lombrico??.. e allora perché cazzo dovrebbero sforzarsi loro di farci credere che esistiamo ed esistono??… ma com'è che la semplice verità è così difficile da capire?? eppure basta guardarsi intorno.. messaggi metafonici, foto in metavisione.. bagliori di luce nei cieli del mondo.. apparizioni e sparizioni.. miracoli e catastrofi.. ma noi imperterriti ci svegliamo ogni santo giorno per terminare la costruzione di questa immensa giostra di distruzione.. e a volte né siamo anche fieri.. "caVa mi hanno dato una pVomozione" saVò Vappresentante della TAMOIL in tutto il sudameVica… e lei "Tesoro dobbiamo festeggiare!!"… e certo altrimenti come si fa ad annerire il mondo se i vari co…oni CEO, SEO, Assistan director, PR, media relation e chi più ne ha più ne metta non esistessero??.. Pensate davvero che quei cretini a capo delle nostre nazioni lo facciano per puro scopo umanitario?? Immagino quale immenso sacrificio possa rappresentare per loro essere a capo dei nostri stati… e ci considerano anche dei co…oni… ed in fondo hanno anche ragione.. spiegatemi perché se il sarto sotto casa ci fa un orlo sbagliato protestiamo e chiediamo i nostri soldi indietro e di fronte ad una catastrofe amministrativa come la crisi finanziaria galoppante rimaniamo impassibili e siamo ligi ai nostri doveri alzandoci ogni mattina per andare a lavorare in nome di un dio soldo che non funziona.. c…o!!!! se va così male.. forse magari è anche possibile che lì dalle parti di Bruxelles o a Ginevra tra le Nazioni Unite.. magari stanno facendo c…ate su c…ate da decine di anni…se tutto va cosi male.. sarà pur colpa di qualcuno no???  e noi che facciamo?.. ci lamentiamo al bar, tra le strade di Roma, sui tetti e dalle terrazze delle nostre case.. che sono state costruite sul sangue di altri esseri umani.. ma a noi va bene.. finché non siamo coinvolti non ci sentiamo responsabili.. ed invece lo siamo.. fino in fondo.. e lo saremo fino alla fine dei nostri giorni…  aprite il vostro cuore.. emozionatevi di fronte alla forza incontenibile di questa natura selvaggia che ci invita a giocare ogni giorno.. in fondo cosa ci costa.. sarebbe solo una questione di scelta.. dovremmo solo decidere di vivere con meno per vivere meglio.. pensate.. la possibilità di avere tempo per i vostri figli.. pensate la possibilità di respirare aria..e non gas metano… pensate… all'amore.. quello vero.. non quello in scatola venduto via internet per 20 dollari grazie alla gold membership.. pensate alla vita.. quella vera.. quella fatta da ritmi antichi…. immaginate.. ma purtroppo in questo Settembre saremo troppo impegnati a mostrare le nostre abbronzature delle Seychelles mentre sorseggiamo margaritas "alle biciclette" in perfetta armonia con il nostro ego.. pronti a correre nei bagni per una striscia di coca che l'amico ha portato per ravvivare la serata.. poi giù una sc… tanto che fa,  mica mi moglie se ne accorge sapete come si dice no?? occhio non vede… etc etc.. e mentre beati sorseggiamo le nostre misere vittorie arriva uno.. che vi dice.. perchè sposarsi..l'amor gentile non esiste, oppure vi urla nell'orecchio che lui la coca la considera un dono divino e dovrebbe essere usata con sacralità perché lui ha vissuto con gli indios nella giungla amazzonica.. e voi dai vostri troni di saggezza.. vi imbestialite.. quando poi quel qualcuno vi dice.. vedi la morte non esiste… ed il tempo è un illusione…allora voi vi inca…te davvero. perché pensate ma chi c…o è sto savonarola da strapazzo che mi tormenta i co…ni co stè str…ate?? Preferiamo essere lasciati in pace nelle nostre false sicurezze… sicurezze che si scioglieranno come neve al sole di fronte alla vita! Perché se dimentichiamo chi siamo e cosa facciamo qui questa terra… allora abbiamo perso il nostro scopo naturale.. abbiamo perso il contatto con il divino.. non con Dio.. ma con il divino.. con l'immenso, con l'universo stesso.. cara la mia Lenina.. io spero di poter sopravvivere a tutto questo trambusto mentale, emotivo ed economico.. spero che in qualche modo io possa trovare la forza di lottare e lottare ancora per parlare ed urlare che l'amore quello vero c'è.. spero di riuscire a trovare il respiro per salire fino in cima alla montagna..e semmai riuscirò a superare tutto questo, semmai riuscirò ad arrivare fino alle coste della Grecia con la nostra barca a vela…. te lo giuro Lene, isserò i colori dell'arcobaleno sull'albero maestro ed urlerò al mondo io esisto perché credo .. io esisto perché sto amando con tutta l'intensità del mio cuore, io esisto perché credo in te.. io esisto perché non si smette di essere padri.. io esisto perché non si smette di essere uomini… io esisto perché ti amo davvero.. Lene è questa è l'unica cosa che conta in questo mondo di m… ed anche se tu non ci sei fisicamente.. io so che tu esisti.. perché io esisto per te… il tuo piccolo inutile papà

Inizio modulo

Fine modulo

 

 

io in verità vorrei solo viaggiare nel tempo.. essere in grado di tornare indietro nel tempo… stavo leggendo un trattato di magia dove apparentemente il mago può evocare un demone ed in cambio di un pezzo di pane abbrustolito il demone potrà esaudire qualunque desiderio l'evocatore chieda.. il mio desiderio è quello di tornare indietro nel tempo almeno un paio di giorni prima che mia figlia morisse conservando la memoria dei fatti accaduti.. ma non so perché ieri mentre ero pronto ad evocare… o invocare…. mi sono reso conto che indietro non si torna… e non so perché non ho più fatto niente.. forse perché pensavo che un desiderio così sarebbe troppo anche per lucifero o chi per esso, forse perché pensavo, se non potrà esaudire il mio desiderio sarò deluso, forse perché pensavo che se il demone non esistesse allora non potrebbe esistere neanche mia figlia al di là di questa vita… ed allora forse per paura di perderla, e non per paura del demone in se sono andato a dormire. perché vedete in realtà io pensavo che mia figlia mi mancasse, ed in effetti mi manca fisicamente… ma poi quando vedo le foto del suo viso riflesso su uno specchio d'acqua riesco a sopravvivere…se tutto questo si trasformasse in una semplice parodia.. sarebbe la fine del mio esistere…. potete mai immaginare un amore più grande di questo?? immaginate di poter decidere se diventare gli uomini più ricchi del mondo, o più potenti del mondo, o più famosi del mondo…. e rinunciate a tutto perché non volete perdere l'unico sottile contatto con la vostra bambina… Ecco perché scrivo queste cose…. perché spero che questo c…o di mondo prima o poi capisca che cosa è davvero l'amore… quell'amore che mi manda segnali in continuazione. per esempio i jeans tagliuzzati, Lene aveva l'abitudine di imitare sua madre che fa la sarta.. e quindi tagliuzzava tutto quello che trovava.. oppure le lacrime della mia bambina sulla mia gamba ogni volta che scrivo cose del genere… ed ogni volta che una sua lacrima tocca la mia pelle mi accorgo di quanto bene ci vogliamo…. ed il pensiero che un dubbio si infiltrasse nella mia mente perché un c…o di demone non possa esaudire un mio desiderio mi allontana dal provare ogni sorta di esperimento… perché quel labile e sottile contatto è il nostro modo di amarci e di parlarci e lo sarà fino alla fine del mondo…… piuttosto finirò la mia vita dormendo sotto un ponte pazzo e solo ma resterò Il tuo papà per sempre.

 

 

Edda CattaniIo so che tu esisti
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“Lene” a Cattolica?

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Da “Le perle di Lene”

Avremo il Papà di Lene a Cattolica con noi?

 Un padre, uno scrittore, un'anima in tumulto per l'umanità in "sfacelo" e la ricerca di Lene…

http://www.lulu.com/

il ragazzo e la bambina

A copertina morbida, 58 pagine

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Prezzo €10.51
Viene spedito in 3–5 giorni lavorativi
 
Finalmente sto riordinando gli scritti, e scopro di avere piu' di 40 pagine da pubblicare.. ogni giorno scritto è come una lacrima o un sorriso da dedicare alla mia piccolina.. allora vado avanti, questo libro però è piu forte, meno poetico e decisamente piu inc…ato, è stato scritto durante il trasloco, il passaggio da uno stato all'altro , il viaggio negli stati uniti la caduta rovinosa nello stato economico di indigente.. insomma c'è rabbia, nervosismo, ma forse è semplicemente piu profondo, piu sincero, ci sono piu domande non ci sono risposte.. penso di essere l'unico disoccupato che pubblica due libri e se ne va in giro con una barca di 7 metri… ca..o vi devo dire che storti si nasce.. comunque è un libro da leggere tutto in un fiato.. e non perchè è mio.. ma perchè i pensieri sono vomitati, le emozioni si sentono a pelle, rileggendolo non mi sono riconosciuto non è gentile è invadente a volte arrogante, cinico, ironico, è all'estremo, scritto con l'anima di chi soffre

Quando la luce splende dentro

pubblicata da Lene Farinato il giorno martedì 6 settembre 2011 alle ore 22.00

 

Lene al mare imita la zia

Si chiama Lene.. è questa è la sua pagina.. lene è nata una notte buia buia.. c'era la tempesta.. io ero vestito da diavoletto, era la notte di halloween… fuori c'era il vento forte forte, quasi ululava… improvvisamente il mio telefonino squilla.. io ed il mio amicone Gabriele restiamo colpiti dalla chiamata.. più che altro perché eravamo conciati per le feste.. (vere e proprie andavamo ad una festa organizzata dal gruppo Gay di Milano.. io facevo il diavoletto e Gabriele era vestito da "VAMPIRA".. dovete capire che Gabri è un bestione di 140 KG) insomma.. arriva la chiamata e ci precipitiamo al Buzzi di Milano.. la bimba deve nascere… Lene è stata concepita in provetta perché io e mia moglie avevamo già divorziato, ma quant'anche fossimo divorziati il desiderio di dare una sorellina per Denise che fosse sua in tutto e per tutto ci attraeva.. così di comune accordo Lene nacque in una provetta di garbagnate milanese.. poi trapiantata in Lucia e quindi prematuramente venuta alla luce proprio la notte di Halloween.. il 31 hanno operato la sua mammina e dopo la mezzanotte Lene è uscita…. ma io nonostante fossi vestito da diavoletto ero terrorizzato …. perché per ben 5 minuti.. non si udì un pianto.. o un vagito.. niente.. i dottori mi guardavano con aria preoccupata ed io stavo quasi per iniziare a piangere.. quando improvvisamente .. mentre stavano per iniziare la respirazione artificiale.. Lene parte con un pianto assordante….. immediatamente la mettono in incubatrice e la portano al reparto.. io sempre con le mie corna in testa ed un ciccione vestito da fatina al seguito salgo le scale quattro alla volta e vado di sopra per vederla.. la mia piccola ranocchietta era li…. che si agitava tutta.. una forza incredibile.. per soli 900 grammi di carne.. pensate meno di un kilo di zucchero… questo fu il primo grande miracolo alla quale assistii… durante i mesi di incubatrice lene non si fermava un attimo.. era vogliosa di uscire di giocare nel mondo.. l'allattamento avveniva artificialmente… ed io circa ogni sera andavo in ospedale per allattarla… con dei biberon.. piccoli piccoli piccoli.. talmente piccoli che sembravano fatti per un micino.. io la chiamavo ranocchietta, perché aveva delle manine piccole e carnose.. e quando si attaccava al mio dito non lo lasciava più… e lo stringeva fino quasi a farlo diventare rosso… comunque dopo circa 40 gg chiedo ai dottori se Lene sarà in grado di uscire per natale… ma il primario.. mi dice che bisognerà verificare la capacità motoria di mia figlia.. mi dice che forse potrebbe avere dei problemi psicomotori, in parole povere c'è il rischio che non riesca a camminare o a parlare normalmente.. io guardo il dottore e con pacata rabbia gli dico.. "dottore lei sta parlando di mia figlia.. e lei vorrebbe farmi credere che mia figlia non riuscirà a camminare come una normale bambina???!!!" ascolti.. si tratta di mia figlia.. Lene camminerà, parlerà e giocherà come chiunque a questo mondo.. perché io gli voglio bene.. e contro la sua volontà chiesi che la dimettessero dall'ospedale previo controlli periodici… quando arrivò a casa.. ricordo che fu la prima volta in assoluto che fui contento di vedere un esserino fare la cacca… dopo ogni pasto bisognava massaggiargli le gambe perché l'apparato digerente non era del tutto formato.. quindi bisognava aiutare il corpo a fargli capire cosa voleva dire "digerire" e questo fu il nostro lavoro.. ogni volta che smetteva di mangiare… su e giù… su e giù.. e poi via a verificare quanta cacca aveva fatto… e perfino che odore aveva…se ci ripenso non ci credo quanto amore gli abbiamo dato.. e lei lo ha ricambiato alla grande… era in perfetta salute.. iniziò a camminare a soli 9 mesi dalla nascita.. e a parlare ad un anno e mezzo…. quanta gioia… poi arrivò il lavoro.. dovetti partire per gli stati uniti.. e via ogni giorno dall'altro capo del mondo iniziai a chiamare… ogni santo giorno… i dollari che buttai nei telefoni americani.. calcolavo le ore di distanza.. quando mi trovavo in Nevada.. la differenza era colossale….. 9 ore.. potevo chiamare solo una volta.. però a volte mi svegliavo di notte e andavo a chiamare.. i telefonini in America ancora andavano su onde corte.. e quindi il costo era altissimo.. non conveniva….. e via di cabina in cabina.. da salt lake city a Reno, da Reno a charleston, da charleston a San Francisco.. ogni santo giorno.. per sentire.. loro e sentire le urla di Lene dall'altro capo mentre farfugliava parole strane che si inventava ogni santo giorno…..

la storia continua………

 

 

 

 

Di Lene Farinato · lunedì 29 agosto 2011

 

 

mentre il giorno sale verso il sole,

i riflessi metallici mi inebriano la colazione sulla faccia convessa del cucchiaio

Scorrono dolcemente  attraverso l'aria, verso le mie labbra socchiuse

Guardate l'espressione di gioia , quando il gusto colpisce dritto il mio palato

Mi accartoccia faccia e la lingua si incurva… è amaro questo gusto del mondo

Odio dirvelo, ma l'uomo dei gelati se n'è andato con le caramelle

 

Oooooh….. dolce fantasia della casa sicura, della proprietà perfetta con cavalli e cani biondi e felici e tanti bimbi gioiosi che si rincorrono tra altalene e zucchero filato,

Là, dove nessuno deve raschiare il fondo del barile per succhiare  il miele,

Là dove ogni attore conosce la sua scena e nessuno fa la parte del cattivo.

Ma è un sogno, lo si potrebbe catturare in una canzone e svenderla al mercato dei balocchi

però se hai tempo cercala in strada, la tua canzone la potresti trovare dove siedono i mendicanti del mondo

Odio dirvelo, ma l'uomo dei gelati se n'è andato caramelle

 

Al bar, al Senato, nel vicolo, nello studio, sotto casa e negli stadi tutti sono felici

Lo sfruttamento della prostituzione é legalizzato e via sogni di ricchezza per tutti

"nulla in cambio di niente, e nuovi sogni in cambio dei vecchi"

E tutti urlano che le strade saranno platino, che farne dell'oro "

Bene, allora spargi la voce dillo a tutti

"La vostra fede è fuori luogo "

Odio dirvelo, ma l'uomo dei gelati se n'è andato caramelle.

 

 

Edda Cattani“Lene” a Cattolica?
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P.Magni è giunto a Casa!

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Questa mattina 4 Settembre 2011 se n'è andata una parte storica del Movimento della Speranza.

Padre Ulderico Pasquale Magni ha raggiunto la Casa del Padre. Chissà quanti avrà trovato a fargli festa! Lui che ci ha confortato con la Sua convinta professione di Fede, può godere della ben meritata gloria di cui sarà circondato! Arrivederci caro Padre, arrivederci con il canto che intonavi sempre ai nostri Convegni Hevenu Shalom Alechem!

 

Un Padre “di Scienza e di Fede”

(v.anche riferimenti in  http://www.graziemiodio.it)

Nel maggio 1992,  nostra figlia Alessandra ci iscrisse al nostro primo convegno “della Speranza”. Un mondo completamente nuovo per noi reduci da un lutto recente (Andrea era mancato nel dicembre ’91) e che non conoscevamo il linguaggio e la casistica di esperienze “paranormali” o di “contatti” con l’aldilà. Io e Mentore portavamo visibilmente i segni del nostro dolore e la “comunione” con altre persone, nelle nostre stesse condizioni fu, fin dall’inizio, un dato positivo. C’erano tutti i principali esponenti di questo “non noto” “Movimento della Speranza” e mai avremmo pensato si potesse incontrare qualche sacerdote. La località era Baveno, sul Lago Maggiore e il Convegno era organizzato da Sandra Albertini che ci accolse con una ospitalità commovente. Fu in quella occasione, in quell’ambiente “magico” e ovattato, immerso nel verde, che si crearono legami e conoscenze che sarebbero perdurati nel tempo e avrebbero fatto consolidare lo spirito religioso e comunitario proprio dei nostri congressi. Seduti nelle ultime file ascoltammo la relazione di un religioso dal parlare umile e modesto, P.Eugenio Ferrarotti che lasciò in noi una pillola di conforto. Ad un certo punto fummo scossi da una voce “tonante” e familiare ad un tempo che presentava con termini complessi un concetto estremamente semplice con una sua precisa teoria: quella del corpo “tipo Luce”.

 

Il corpo tipo-luce è un corpo di onde perché onde e luce appartengono alla stessa famiglia. Quando l’essere umano è concepito, quando vive, quando si esprime e quando muore. L’anima, quindi, ha come sua prima veste, la struttura fotonica ondulatoria. Al momento della morte e del nostro passaggio all’Aldilà portiamo con noi questa struttura fotonica che è poi quella che può manifestarsi nell’aldiquà. Quel corpo costruito quasi dal nulla ha un suo codice genetico, cioè sequenze logiche; cos’è che può reggere una sequenza logica o spazio? Il pensiero. Che cos’è che può rappresentare il pensiero? La cosa più alta che conosciamo nel mondo, cioè le onde.” Quando mettiamo il corpo sotto terra noi dobbiamo pensare che ha lasciato le tre dimensioni spaziali e ha realizzato in pieno la sua quarta dimensione spazio-tempo, la vibrazione, i fotoni.
Leggendo la realtà in questo modo non abbiamo più bisogno di dire spiritismo perché non è più spiritismo. La trasmissione di pensiero non è spiritismo perché avviene mediante il corpo vibratorio tipo-luce, mediante delle onde.
Quando diciamo ALDILA’, non è al di là dei monti o delle pareti stagne, l’ALDILA’ è già in noi ed è nel profondo di noi. L’ALDILA’ è già QUA.”



Fu una cosa, per noi, a dir poco strabiliante perché l’anziano sacerdote toglieva ogni dubbio che solitamente assale i genitori dopo un lutto così lacerante e, con grande convinzione, metteva “aldiqua” e “aldilà” sullo stesso piano, uniti dal filo invisibile e indiscutibile perché avvallato dalla scienza.

Mentore era affascinato dalla presenza di questo esponente della Chiesa, modesto nell’apparenza, ma di sicura portata intellettuale.

La teoria esposta per uno studioso quale era mio marito, nella sua afflizione interiore, alla ricerca di certezze, fu la strada giusta. Ricordo che riuscì anche a parlare con il Padre, cosa quasi impossibile dato il suo carattere restio a nuove conoscenze e gli chiese delucidazioni su alcuni concetti che, nei vari approfondimenti aveva affrontato.

Iniziò in tal modo il perseguire la possibilità di avere un nuovo contatto con un personaggio che, a dire il vero, non aveva nulla di comune. Si aspettò con ansia, perciò, il convegno di Cattolica dove Mentore raggiunse il Padre nel suo albergo, la sera, per esporgli un’esperienza che l’aveva molto scosso. Andando una mattina a far la comunione, aveva pregato intensamente Dio affinché, nostro figlio, mancato a soli ventidue anni, potesse aver beneficio dall’Eucarestia, anche per sue eventuali piccole manchevolezze. Mentore si era avvicinato all’altare per ricevere l'Ostia consacrata con il registratore acceso nel taschino della giacca. Nel momento in cui il sacerdote pronuncia le parole “”Il Corpo di Cristo” nel riascolto del nastro si sente chiaramente “…mi sono comunicato con te!” Questo voleva raccontare Mentore al suo nuovo amico, nella certezza che questi avrebbe trovato la giusta risposta a un fatto tanto singolare. Infatti la reazione che ne ricevette fu di grande entusiasmo: “Ecco, la conferma della Verità che io aspetto da tempo! Questa testimonianza tua ci insegna che, nel momento eucaristico, Cristo diventa carne e si incarna in Tuo Figlio che ti parla in Comunione nel Suo Corpo Mistico”.  Fu un’esperienza straordinaria, questa per Mentore: vedere avvallata una verità di fede da un esponente qualificato della Chiesa e, soprattutto trasmessa attraverso suo figlio, era tutto ciò che poteva convincerlo a proseguire il cammino di ricerca intrapreso.

Da allora mio marito ed io partecipammo ad ogni congresso, vicino o lontano… pur che ci fosse Padre Magni. La sua teoria era sempre la medesima, ma di volta in volta veniva presentata con esempi e particolari nuovi; gli stessi titoli delle sue relazioni lasciavano pensare a nuove scoperte, ma “quel diavolo d’un prete” come direbbe Guareschi, non la smetteva mai di stupirci.

 

Che succede nella nota musicale? Se porti la lunghezza d’onda verso l’alto, la vibrazione ovvero la frequenza si riduce in basso. Io sono un “Duo”, dice il Genoma. Non guardare alla foce. Cerca la sorgente. Cerca la mia comparsa nello Spazio=Tempo. Troverai una nota di luce, modulabile in infiniti modi: si chiama “fotone”.Troverai un “modulatore” superiore, un “eidos” definito “idea”, una specie di demiurgo onnipresente e onnisciente, indicato dalla scienza più alta di frontiera, col nome di “logon”. Unisci questi due termini come una nota musicale, in un coniugio indissolubile, ed avrai la “logofotonica”.”


Non era un sacerdote qualsiasi Padre Magni, perché dietro un’apparenza modesta diceva verità profonde e riportava citazioni che non lasciavano alcun dubbio sulla Sua reale, ampia preparazione e conoscenza delle tematiche trattate, non solo nel campo della fisica, ma soprattutto del paranormale. Seppi allora dei molteplici incarichi, anche elevati quale appartenente all’ordine di San Paolo, fino ad essere compagno di studi del Pontefice Giovanni Paolo II°, ma anche di avere ricevuto dal Vaticano l’incarico di essere presente alle sedute del medium Roberto Setti di cui aveva riferito come manifestazioni di indubbia veridicità. La sua eloquenza derivava anche da una parlata mista ad un “toscano” colorito e carico di termini ridondanti, che sapeva gestire in modo aderente alle tematiche trattate.


«Supponiamo di essere in una stanza completamente chiusa con finestre e porte sigillate. Bene, se accendiamo – dentro questa stanza – un piccolo transistor o apparecchietto radio funzionante con batterie la radio si accende e inizia a trasmettere i programmi. Quindi che cosa succede? Le onde elettromagnetiche passano attraverso le pareti perché rispondono a leggi diverse rispetto a quelle della materia. Le stesse leggi per cui un corpo tipo-luce come quello delle entità spirituali può manifestarsi su una pellicola fotografica, un nastro elettromagnetico, una videocassetta, ecc. ecc.».
“Quando si guarda la televisione si hanno delle immagini che vengono inviate nello spazio da una emittente poi sono captate da un’antenna che le convoglia all’apparecchio televisivo. Quando si usa il telefonino avviene lo stesso, il faac per aprire un cancello è un impulso che non vediamo ma dà il via a un meccanismo, quindi ciò che non si vede può concretamente manifestarsi.
Il corpo tipo-luce è un corpo di onde perché onde e luce appartengono alla stessa famiglia.”

Non mancava mai qualche aneddoto ironico con cui alleggerire l’attenzione e tutto ciò lo rendeva credibile non solo a gente di “cultura” ma anche ad uno stuolo di “mamme della speranza” che lo circondavano e se lo contendevano alla fine di ogni relazione, per poi portarlo vicino a loro in sala da pranzo. In quei momenti di vicinanza comunitaria Padre Magni diveniva di colpo il miglior commensale, non solo per il suo apprezzamento per la buona cucina, accompagnata da un buon bicchiere di vino, ma per le facezie e le storielle comiche che sapeva improvvisare, quasi togliendole da un inesauribile carnet privato. Chissà da dove le estraeva … in verità, nelle sale ove si tenevano i convegni il nostro Padre continuava a scrivere, con una grafia minuscola e a lui solo comprensibile, in piccoli foglietti ed anche se non perdeva la minima parola di quanto veniva detto, rimaneva fisso a guardare i suoi piccoli “geroglifici” che poi scomparivano nelle sue tasche profonde.

 

“Ma figliolina mia, perché piangi il tuo figliolo davanti a quella tomba, in quella terra umida e fredda… lì sotto non c’è il tuo figliolo perché sotto terra si seppelliscono solo le carote!”

 

Egli, in tutti questi anni,  è stato l’ospite  indiscusso di tutti i convegni delle tante associazioni che organizzano incontri di ogni tipo. L’ho visto presente agli incontri “della Speranza”, ma anche a quelli dell’AIDO, delle “Vittime della strada” e di ogni associazione laica o religiosa che lo abbia richiesto per un intervento.

A questo proposito ricordo quando ci si incontrò a Torino in un convegno ove erano presenti qualche decina di sacerdoti della Diocesi, compreso il Vicario del Cardinale Saldarini. Al momento dell’intervento di Padre Magni, mentre lui tranquillamente esponeva la sua teoria, io e Mentore ci guardavamo ammiccanti, non sapendo come sarebbe andata a finire. Eppure il piccolo Padre ebbe modo di concludere “grandiosamente” com’era solito e, alla fine, fu accompagnato da un fragoroso applauso. Solo un  laico presente ebbe il coraggio di ribattere e di far domande perché nessuno dei sacerdoti presenti intervenne … forse non avevano capito o … non era il caso di andare “muro contro muro”.

Noi dell’A.C.S.S.S. avemmo modo di averlo sempre presente ai nostri bellissimi convegni ad Abano Terme, ed io, alle prime armi come organizzatrice e relatrice, ebbi il piacere di beneficiare delle sue critiche che sapevano colpire nel segno. Ricordo una volta che mi azzardai  a dire che, dopo la morte di mio figlio avevo fatto “un braccio di ferro con Dio”. Questa frase non la dimenticò mai e addirittura la citava nei vari convegni ripetendo :”Benedetta fogliolina, come puoi tu permetterti di dir questo … al Padre Eterno…”.

Non posso dimenticare anche le “battute a distanza” fra il nostro Padre Magni e P.Zaccaria Bertoldo, il venerando fraticello che ci ha preceduto nel regno dei cieli; entrambi si tenevano a debita distanza l’uno dall’altro, quasi rappresentando uno la “scienza” e l’altro la “pietas”. Costituivano indubbiamente un bel connubio, ma fedeli ognuno alla propria visione del mondo non si parlavano … ognuno aveva i propri “seguaci” e non amavano il confronto … misteri ecclesiali!

Poi ci fu il momento del “passaggio del testimone” per la presidenza del Movimento della Speranza e, in questo caso, Padre Magni ebbe buona parte perché il progetto andasse in porto, sia per l’opera di convinzione che dovette esercitare su di me che tuttora mi sento inadeguata, sia per la mediazione che egli portò avanti con tutti gli esponenti del Movimento stesso.

Poi  Mentore si ammalò e pian piano P. Magni non mi ha più chiesto di lui … forse ha capito che io sto navigando con un remo solo e che tutto mi riesce ogni giorno più difficile; ma io so che un giorno, nelle praterie del Cielo, in un azzurro splendido, sotto lo sguardo affettuoso del nostro Andrea, si ritroveranno i nostri due amici, e potranno disquisire, in un’atmosfera ben più consona di “angeli e di santi, “di corpo e anima”, “ di scienza e di fede” in quella dimensione dove la Luce vera che ha ispirato ogni parola detta quaggiù, li illuminerà d’infinito.

                                

                                                    Edda Cattani

  

Padre Magni e l’Homo Solaris

                                                                                           di Domenico Caruso

 

 Il 4 settembre c.a. ha raggiunto la Celeste Dimora – alla rispettabile età di 99 anni – Padre Ulderico Pasquale Magni, scrittore ed epistemologo.

 

 «Un vecchio prete alla vigilia di partire per il Grande Incontro con Colui che ci ama», con Dante in visita nel Secondo Regno, fornisce a teologi ed alte autorità ecclesiastiche «pionieri della Nuova Stagione un’idea spunto per un nuovo progetto culturale in sintonia con il nuovo millennio».[1]

 L’idea della morte è sempre presente nei suoi programmi. Riferendosi al colloquio di Gesù che ricorda al proprio Padre quanto lo abbia glorificato in terra, compiendo l’opera affidatagli, Ulderico Magni scrive: «Chi sta per concludere la sua missione ripensa a tutto questo con gioia e con pena: con gioia per quel che di salvezza è trascorso nell’opera sua, con pena per ciò che s’è smarrito lungo la via. Ma, riabbracciando con l’anima i giorni brevi di ognuno, i giorni immensi di questa meravigliosa umanità la cui vicenda si staglia incessantemente nel ritmo delle albe e dei tramonti, delle morti e delle rinascite, chi sta per concludere punta lo sguardo verso l’essenza stessa della vita. Ciò che più urge nel palpito vivo della creazione è la chiamata ad “andare oltre”. Quella chiamata ha potenza redentiva: chi si affida ad essa può operare con fiducia, può chiudere gli occhi contento».[2]

 Pensiero edificante che potrebbe rappresentare il suo testamento spirituale.

 Grande mediatore tra fede, scienza e paranormale Padre Magni  ha saputo farsi apprezzare anche da coloro che si dichiarano ostili a certi fenomeni.

 «Il posto dell’Uomo nel Mondo, indicato dalla conoscenza profonda della Madre Terra, è lo “stato luce”. Una tappa; non un approdo finale».[3]

 Dal segno dell’acqua e del fuoco, della presunzione e dell’umiltà, nasce l’opera del religioso il quale, trovandosi davanti alle problematiche riguardanti l’Aldilà, ha sentito la necessità di approfondire le conquiste scientifiche per giungere al vero scopo della nostra esistenza. Da qui la sua presenza, oltre che nelle più prestigiose istituzioni della Chiesa, nei convegni e nei mezzi di comunicazione.

 Fra le cariche occupate segnaliamo la direzione dello “Studium Christi” di Roma e della rivista “Il Fuoco”, la presidenza dell’Associazione Culturale Akropolis.

 E’ nota la lunga evoluzione umana che dall’Homo habilis (capace di scheggiare la pietra) giunge all’Homo erectus, con un volume di cervello poco inferiore al nostro (che impara a servirsi del fuoco), fino all’Homo sapiens, risalente a circa duecentomila anni fa.

 Sostiene Padre Magni nella sua prefazione: «L’homo erectus di cui parlano i nostri archeologi, può essere un oggetto di studio. L’homo solaris che oggi si muove fra i pianeti e le stelle, è un progetto di conoscenza, di amore, di vita e di speranza. Un progetto che non può naufragare da quando il canto profetico del Salvatore Messia annunciò: “in Sole posuit tabernaculum suum”».[4]

 L’antica amicizia con il Sole registra uno dei momenti forti della costellazione formata da Copernico, Galileo, Kepler e Newton. I quattro grandi aprono una nuova stagione del sapere, ma la realtà è sempre più ricca e stupefacente.

 La scienza, nata dalla meraviglia operativa, è in grado soprattutto di rivelare meraviglie. Facendo tesoro delle precedenti conquiste, il fisico moderno scopre il cronotopo (da “topos” e “cronos”, spazio e tempo) onnipresente.

 La relatività galileiana viene estesa ai fenomeni propri della luce, in tutta la sua gamma. Da Newton si arriva a Maxwell e da questi ad Einstein. Anche nella Trasfigurazione sul Monte Tabor, Gesù – dopo essersi appartato con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni – cambia aspetto mostrandosi con uno straordinario splendore della persona.

 Nell’evocare i defunti (il più delle volte è proprio dall’Oltre che si ricevono messaggi e richiami al dialogo) occorre una certa prudenza, essendo molti i ciarlatani che approfittano della buona fede della gente. Tutti conosciamo le onde elettromagnetiche che rispondono a leggi diverse da quelle della materia. Dalle molecole, agli atomi, ai quark, alla struttura fotonica ondulatoria è tutto un susseguirsi di conquiste che investono anche l’anima. Dopo la resurrezione Gesù, mentre erano chiuse le porte del luogo, divenendo lunghezza d’onda, appare ai discepoli per augurare loro la pace. Otto giorni dopo riappare e fa mettere a Tommaso, incredulo, il dito nel suo costato. Nell’Aldilà noi portiamo quella struttura fotonica che ci permette la “necromanzia”.

 «“La vita oltre la vita”», sostiene Padre Magni, «comincia ad affacciarsi col pensiero, come coscienza ed autocoscienza, come autotrascendenza e spiritualità. […] Il tramonto dell’età prometeica, a cominciare dalla “teoria della luce” e dalla conoscenza dell’atomo, se pur lascia intatto il godimento dei focolari umani, delle albe terrestri e dei crepuscoli, ci apre a ben diverse dimensioni. Con l’era spaziale l’uomo ha portato nella sua immediata esperienza e fruizione ciò che il mito aveva timidamente annunciato».[5]

 Il racconto dantesco, di eccezionale intensità, con il suo linguaggio allegorico rappresenta l’itinerario che l’uomo deve compiere per sfuggire alle passioni terrene e giungere, purificato dall’espiazione, alla coscienza della verità. Percorrendo la “Scala dell’Evoluzione” con Virgilio, il poeta viene a sapere che tutte le cose create hanno un’anima. Nell’ultima fase del viaggio, in Paradiso, redento per mezzo di Beatrice potrà finalmente arrivare alla visione ineffabile di Dio. Nel blog citato all’inizio, Padre Magni afferma: «Pensare ai nostri cari nell’ “Oltre”, in cammino verso la pienezza dell’essere, verso ciò che fa “conformi a Cristo”, come dice l’Apostolo, è pensare in termini non già di dolore, bensì in termini di amore. Dolore ed amore, nella speranza cristiana, ci rendono partecipi attivi in quella comunione che si chiama “Comunione dei Santi”… “e canterò di quel secondo regno / dove l’umano spirito si purga / e di salire al ciel diventa degno” (Purg. I, 4-6). Purgatorio per il Poeta ha significato di limpidità e, nei confronti dell’ombra, ha significato di luce. Luce più luce sino a quella perfezione suprema che l’Apostolo dichiara “inaccessibile”».

 Il pensiero di Dante, sottolinea il teologo, nel terzo canto del Purgatorio dice esplicitamente che l’anima non è mai “separata”, ma ha un corpo ben diverso da quel che per natura si genera. Si genera mortale. Invece il “corpo” misterioso che la “virtù dispone” accompagna l’anima al di là della morte. Nel cammino verso la vetta della Sacra Montagna quel corpo ha lo stesso carattere dei cieli “diafani” senza la rozzezza della materia.

 Il Sommo Poeta, quindi, sapendo d’aver detto qualcosa di “grosso” che doveva essere ignorato per secoli, annuncia che quel giorno è venuto: «State contenti, umana gente, al quia; / ché se potuto aveste veder tutto, / mestier non era parturir Maria» (Purg. III, 36-38).

 Aggiunge Padre Magni: «Perché abbiamo scoperto il “corpo tipo luce”. Fino al secolo scorso c’era la scienza che lo studiava nel nome dell’ “Ottica”. Era dunque l’occhio il punto di riferimento. E la luce non era che il “medium” perché l’occhio potesse vedere le cose».

 L’argomento meriterebbe una più ampia trattazione, ma non vorrei tediare il lettore. Avendo conosciuto Padre Magni nei Convegni Internazionali sulla sopravvivenza che si tengono a Cattolica (anche quest’anno egli avrebbe voluto porgere il suo particolare saluto ai partecipanti), concludo con la dichiarazione che la dott.ssa Edda Cattani ha riportato nel suo sito: «Non era un sacerdote qualsiasi Padre Magni, perché dietro un’apparenza modesta diceva verità profonde e riportava citazioni che non lasciavano alcun dubbio sulla sua reale, ampia preparazione e conoscenza delle tematiche trattate, non solo nel campo della fisica, ma soprattutto del paranormale».[6]

 Apprezzo e condivido questa sincera testimonianza.

                                                                             Domenico Caruso

                                                        S. Martino di Taurianova (R.C.)

 

 




[1] Dal sito Internet www.escatologis.biz, “Viaggio verso il Corpo di Luce”.

[2] P. Magni, “Sorgete è l’ora” – Ediz. Studium Christi, Roma – 1965.

[3] U. P. Magni, “Homo solaris” – Il Fuoco, Roma – 1982.

[4] P. Magni, “Homo solaris”, op. citata.

[5] P. Magni, “Homo solaris”, op. citata.

[6] www.acsss.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Edda CattaniP.Magni è giunto a Casa!
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Comunione e comunicazione

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Fine estate: ripropongo l'invito

 

Movimento della Speranza: comunione e comunicazione.

 

 

Sperare vuol dire attendere il momento che , opportunamente, arriverà per ciascuno di noi. Sarà un segno di modeste dimensioni, che altri non noteranno, ma che per noi sarà denso di quel contenuto noto a noi soli e che ci abbaglierà come Paolo sulla strada di Damasco. Prepariamoci a questo evento, durante l’estate, e arriviamo a Cattolica non come gente che soffre di una malattia inguaribile, ma con lo spirito che si ritrova nella “Salvifici doloris” di Giovanni Paolo II° del 1984. Arriviamo per volere essere riscattati, con la spiritualità di chi non vuole vivere un  dolore alienante, ma nella prospettiva della salvezza e della risurrezione. Ricordiamo anche che la “comunicazione” con i nostri Cari esige “rispetto” verso coloro che potranno avvicinarci ad essa e verso i fratelli che , come noi, attendono una stilla di acqua benefica. Pensiamo ai nostri amati Figli che non conoscono più invidie, prevaricazioni, miserie e meschinità e chiediamo a loro stessi di venire a noi illuminandoci della loro Luce, abbracciandoci dell’aura benefica che li avvolge, facendosi riconoscere per la loro vicinanza.  Chiediamolo… e attendiamo … con carità e rispetto … per tutti.

 

 

 

           “Venite a me voi che siete affaticati e stanchi…”

 

Il senso della sofferenza va “trovato” e capito “dall’interno. Cristo ha fatto questo: egli che avrebbe potuto predicare, narrare il dolore e la morte, ha “raccontato” la sua stessa vita. Prima di lui dolore e morte erano segno di un limite, di imperfezione e bagaglio umano creaturale. Con Lui abbiamo la certezza di essere compresi nella nostra angoscia, nello smarrimento, nello sconforto e nella tristezza. Lui le ha provate tutte, come noi, come un qualsiasi uomo, come una qualsiasi madre: l’abbandono, l’incomprensione, la derisione, la nudità. Noi madri, scarnificate, derelitte, offese, abbruttite potremo tornare a vivere e a sorridere perché la vicinanza “dell’uomo dei dolori” ci aiuterà a rivedere tutta la nostra vita, a comprendere la sofferenza degli altri, a dare la giusta importanza alla relatività delle cose. In questa condizione potremo avvicinarci a Cattolica con maggiore serenità e, siatene certi, saremo ascoltati. L’atteggiamento di chi spera è autenticità che richiama un dono ineffabile divino: quello della “provvidenza” che diviene carisma, luce e conforto.

 

                                                                          

Il programma di Cattolica

 

 

Ecco, cari amici, che avete vissuto storie simili alla mia e voi che da anni fate parte  del Movimento della Speranza, vi presento il nostro programma del Convegno di Cattolica.  Lo trovate in alto, nella pagina CONVEGNI, nella HOME di questo sito. Approntarlo é stato un lavoro lungo e impegnativo in cui l’amica Paola Giovetti ha avuto un ruolo prezioso. Ora il guardare all’alternarsi di tanti relatori e presenze può far pensare ad un grande involucro in cui resterà poco spazio per gli interventi individuali e per le richieste dei singoli. Chi giunge a Cattolica, infatti, è desideroso non solo di apprendere i contenuti delle discipline che ci affascinano, ma di dare risposta agli innumerevoli “perché “ sull’esistenza e sulla morte. Cattolica è spesso meta di disperati, distrutti da un lutto recente, annebbiati da una visione della vita e di un Dio che sembra volerci togliere le persone a noi più care. Questi sentimenti li abbiamo provati tutti, ma se col tempo il dolore non è scomparso, molti di noi hanno accettato un disegno imperscrutabile a cui daremo risposta solo quando saremo liberi dai lacci che avvolgono la nostra materialità terrena.  Il senso della sofferenza non può essere spiegato, ma solo “trovato” cioè vissuto dall’interno ed un aspetto importante della condizione umana è proprio quello di ritrovarsi con altri che hanno vissuto la nostra stessa esperienza per cominciare a pensare, non solo emotivamente.

Comunione e comunicazione

 

 

E’ ancora estate con le sue calure, i campi bruciati dal sole e con i frutti ormai raccolti, i profumi di erba essiccata, il mare azzurro e le colline verdi, colorate di fiori e frutti selvatici.  La natura è ad una svolta che scioglie nell’animo l'emozione del ricordo dopo l’attesa per l’evolversi  delle abitudini  rappresentate da quel periodo definito “ferie” che ha lasciato alle sue spalle un’infinità di immagini. Come la natura è in pieno rigoglio, così il nostro animo si lascia andare ad una malinconica rilassatezza che trova spazio nella vasta realtà dei nostri ricordi più o meno recenti … i bambini al mare, il bagnetto, le merendine… la doccetta… e noi in vacanza con tutta la famiglia.

La realtà odierna è proprio quella di aver visto a poco a poco sgretolarsi la nostra esistenza, ma riflettendo, questa necessaria evoluzione ha dato luogo a vite nuove, ad ambientazioni diverse,  a svariati gruppi compositi, non tanto dissimili dai precedenti perché anche noi abbiamo contribuito a crearli.

 

 

 

Quando insegnavo ricordo che dicevo ai miei piccoli: “Vedete noi viviamo il tempo presente, perché siamo qui e ci vogliamo tutti bene, ma guardiamo avanti perché ci aspetta un tempo che si chiama “futuro” e sarà tutto nostro… perché lo costruiremo insieme, un pezzetto alla volta.” “…ma cos’è il futuro?…”  “ E’ la pasta che la mamma ti sta preparando a casa e che tu mangerai, è il saluto del papà che verrà a prenderti, è il letto con le lenzuola profumate in cui reciterai le preghiere questa sera!” “Ma quanto tempo ci vorrà perché io diventi grande?” “Eh… il tempo è come il vento e corre veloce…” E tutti a fare con la bocca vvvvvvvvuuuuuhhhhhh!!!

 

Qualche tempo dopo era Andrea che il giorno di un mio compleanno, mi sussurrava, in un colloquio interiore: “ I compleanni servono per fare festa…. Hai visto mamma, come il tempo passa???” Il tempo … è vero che corre veloce facendoci attraversare immagini colorate di blu, come il cielo e gli occhi dei bambini, di nero come il velo della morte, di rosso come il sangue del cuore…  ma anche come le emozioni forti e dolcissime del nostro vissuto quotidiano.

 

Ecco “un mondo bambino” fatto di sogni, di dolcezze e di speranze … E’ vero, molte non sono andate a buon fine ed è anche vero che alcuni di quei piccoli che io ricordo uno ad uno… non è diventato “grande” ed altri, tanti altri… se ne sono volati via in una serata al ritorno dal lavoro o dalla discoteca…. Tanti ragazzi hanno preso il volo troppo presto, così il mio piccolo Marco e Andrea, il mio tenente, partito sulla soglia della giovinezza appena iniziata.

Sono però convinta che ognuno abbia fatto il “pieno” della sua storia o, meglio, ha raggiunto la sua completezza in quell’arco di tempo che a loro è stato dato; un tempo vissuto intensamente, gioiosamente come è il tempo “dei giovani” che sanno prendere le vicende della vita con allegra spregiudicatezza.

Un’eterna altalena fatta di ricordi

 

 

 

Una deformazione professionale mi porta sovente a parlare con gli esempi che, da giovane mamma ed insegnante, sapevo trovare con i miei bambini. Ricordo che quando morì tragicamente un papà di una mia piccola alunna, dovendo parlare della “morte” raccontai un aneddoto che mi fece avvicinare a loro, senza sconvolgere quelle piccole menti. Si trattava in verità di un articolo scritto da Luca Goldoni che rispondeva ad una madre che aveva perso il suo bambino: “Facciamo conto di trovarci in cima ad un monte e di vedere, giù nella valle, snodarsi una linea ferroviaria. Lontano a sinistra c’è un treno che avanza e che, poi si ferma improvvisamente perché una frana è caduta sui binari ed ha ostruito la linea. A destra, sempre lontano, c’è la gente che aspetta il treno. Noi che siamo in cima al monte, nell’attimo stesso che il treno si ferma davanti alla frana, sappiamo già quello che ignorano i viaggiatori della stazione di arrivo e che, sapranno solo tempo dopo. Perché tutto questo? Perché noi abbiamo la visione delle alte sfere, perchè guardiamo dall’alto e perché in alto siamo più vicini a Dio” . 

 

Oggi vorrei aggiungere che chi sta in alto non ha il limite della concezione spazio-tempo e del prima-dopo. Per quelli giù a valle la causa e l’effetto sono staccati nel tempo e solo più tardi i viaggiatori in attesa conosceranno la causa (la frana che ha fermato il treno) e risentiranno dell’effetto (il ritardo del treno). Ma noi dobbiamo imparare a guardare dall’alto e a considerare le cose nella dimensione dell’eternità.

 

Ricordo ancora, quando ero bambina, che mi fermavo a pensare a questa parola: eternità… e venivo colta dal panico. Nella mia piccola esperienza tutto era circoscritto ed io sapevo misurare le cose solo con il mio “..e poi? … e poi? … e poi?”  Oggi cerco di pensare all’eternità come coloro che, sulla cima del monte, guardano gli uomini nella vallata, che aspettano il treno e… mi metto nelle mani di Dio.

 

 

 

Edda CattaniComunione e comunicazione
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La speranza necessaria

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Oggi viviamo in un mondo angosciante e pieno di lacerazioni di ogni genere e l’uomo è infelice, anche quando dimostra di non esserlo, perché‚ è alla ricerca di qualcosa che gli sembra di non poter raggiungere e di cui non ha esatta cognizione.
Nella realtà odierna manca il tempo per pensare, mentre si rinnovano le conquiste, sempre maggiori, di quel benessere materiale che senz’altro è da perseguire, ma che lascia, comunque, un’amara soddisfazione.

L’uomo è malato e non sa la causa del suo male.
La causa è posta nel suo desiderio di vita e di felicità:
entrambi uniti strettamente ad una catena che avvince e da
cui si è soggiogati.

 

La-speranza-necessaria

 VIDEOCLIP

Non di meno una nuova scienza e una nuova fede si affacciano, in prossimità del terzo millennio, portando sempre maggiori certezze e, sulla base di prove inconfutabili, forniscono risposte agli interrogativi di sempre. "Chi sono? Dove vado? Perché‚ esisto?"


Edda CattaniLa speranza necessaria
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Scorrono le parole…

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Scorrono le parole tra le mille vocali

 pubblicata da Lene Farinato il giorno venerdì 29 luglio 2011 alle ore 19.35

 

Solo mio per sempre!

Scivolano i giorni, le poesie si accumulano e la parole cadono tra le mille vocali e mentre I minuti silenziosi si avvicendano su un tavolo usato gli attimi di antiche memorie si affaticano ed a passi corti cercano una via di uscita.

  

 L’incubo è sempre lì, avere la percezione che tutto sia solo un brutto sogno, che esistano altri mondi dove felici giochiamo su prati di erba verde ed aquiloni si rincorrono tra le montagne annuvolate di un’estate senza fine.

Ma non esiste pace, non c’è rifugio, lentamente si torna alla realtà, fuoco contro fuoco e ci si accorge che non esiste scappatoia.

A volte poi, solo il disgusto amaro di una vita che ha perso ogni sapore, solo il bisogno impellente di uscire fuori da un corpo che non vuole vivere, pensare, giocare, sognare.

Ed ecco che i sogni cadono come una frana dalla montagna sopra le giornate tediose ed ansiose, il caldo o il freddo si accavallano senza logica in un tempo a tredici ore….

Qualunque direzione si possa prendere è un’altra goccia di sangue da aggiungere alla collezione di schede telefoniche usate, una scheda per ogni paese visitato, una scheda per ogni fuoco bruciato dal fuoco, desiderio morboso  di riabbracciarti e dimenticare questa pena che lentamente si accovaccia tra le stelle del cielo in una notte d’estate che brucia come ghiaccio sulla pelle.

Che dire, cosa pensare.. ogni direzione è un’altra carta da giocare, un nove da tirare al cielo, avevo un sogno ma oggi è già diventato ieri…

Allora fuoco al fuoco.. desiderio al desiderio, pianto alle lacrime  per un giorno infinito lontano dal rumore e dalla noia della gente in fila per una vacanza al sole.

E fa così freddo qui all’inferno senza il tuo sorriso.. cosa mai potrei dire.. cosa mai potrei fare..  berrò ancora sangue e miele con Rhum bianco e guardando la luce della candela mi addormenterò ricordando le finestre dei tuoi occhi verdi come il cielo del Nord.

E pensare che ci siamo trovati per caso agli angoli di questo mondo, non riesco neanche a credere che tu sia così lontano ora da qualche parte in questo universo sconfinato…

Puoi mostrarmi i tuoi disegni, e nascondermi le tue paure tra le pieghe dell’acqua di fonte, ma non potrai mai dirmi che sei contenta lì dove sei lontano da me.. perché siamo un’anima in due mondi lontani, siamo milioni di pensieri in una sola vibrazione, siamo attimi che si inseguono su lampi di luce, siamo noi e siamo io, siamo il tutto e siamo il niente, perché io e te insieme siamo l’universo intero con le stelle appese al soffitto di questa stretta stanza senza porte o finestre che illuminino la via per le nuvole.

Perché tu sei mia figlia ed io sono tuo padre e sarà sempre cosi fino alla fine del mondo

  

Tutti i diamanti in questo mondo

non significano niente per me

Nel loro splendore sono solo evocati dal vento e dal sole

come brillanti sul mare

 

Mi sono arenato in un villaggio portuale

ed ho perso il gusto di essere libero

Grazie a Dio che ha mandato qualche gabbiano inseguendo una nave

e mi perdo nel loro volo per ritornare al mare

 

Duemila anni e mezzo mondo di distanza

Eppure gli Alberi anche se morenti ricrescono ancora più verdi quando preghi

 

Squame argentee si riflettono come evanescenti sulle onde

o come ancie di conchiglie lungo la riva

Come una perla in un mare di giada liquida

Ecco che la sua nave viene splendente

Come un cigno di cristallo in un cielo dai mille soli

Ecco che la sua nave arriva splendente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   Traduzione di Mario Farinato della canzone di Bruce Cockburn "all the diamond in this world"

   

Edda CattaniScorrono le parole…
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Giorni così…

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Dalle perle di Lene

 

 

 

è semplice paura

 

pubblicata da Lene Farinato martedì 12 luglio 2011 alle ore 11.12

 

a volte ho semplicemente paura, paura di me stesso. ieri mi sono reso conto che la mia testa lavora troppo. penso troppo, al punto tale che ho immaginato che lo zero sia una contrazione o un'espansione dell'uno… mi perdo, e il problema è che me ne accorgo, poi l'ironia, parlo con mia figlia Denise di questo e gli dico straparlando che mi sembra che nessuno mi ascolti e la comunicazione sul telefonino è interrotta da oltre un minuto… gli ritelefono e ridiamo come pazzi dell'ironia della cosa, però dentro di me c'è amarezza…. insomma.. dove sto andando?

la cosa più orrenda di impazzire è il fatto che non ci si accorge di perdere la ragione, io non so più che giorno è che data è ed a volte se mi beccano soprapensiero non so neanche che anno è…

la mia mente viaggia semplicemente alla velocità della luce…

non si ferma un minuto, un attimo, penso ma è tutto così facile da risolvere?

e poi mi soffermo.. e mi accorgo che tutto intorno a me è pura e semplice noia.. perché se è vero che gioia è il contrario di dolore l'essenza dei due opposti non può altri essere che noia.

E cosi mentre vado in moto, penso, mentre mangio penso, mentre c..o penso.. erano diversi anni che non canticchiavo mentre le persone intorno a me parlavano.. mi escludo dal mondo… e mentre penso, mentre penso che la mia ragione sta scappando via dalla mia anima stessa… torno a casa accendo al televisione.. e mi accorgo che il mondo è pieno di pazzi furiosi senza senno che lottano e ammazzano e distruggono tutto ciò che di bello c'è in nome di un solo ed unico DIO.. il denaro.. e allora mi rimetto a pensare .. perché mi accorgo che forse.. in tutta la mia noia, in tutta la mia gioia ed in tutto il mio dolore.. in fondo in fondo.. non sono poi così pazzo… in fondo in fondo l'inferno non è poi così caldo…

                                                                 giorni cosi 

                                          pubblicata da Lene Farinato il giorno mercoledì 13 luglio 2011 alle ore 8.57    

 

 

se non avessi bisogno di risposte non ci sarebbero giorni cosi

se la gente pensasse con la propria testa non ci sarebbero giorni cosi

se i problemi fossero fragole non ci sarebbero giorni cosi

se potessi dare un nome a dio non ci sarebbero giorni cosi

se potessi finire l'infinto non ci sarebbero giorni cosi

se potessi capire il cielo non ci sarebbero giorni cosi

se potessi leggere le stelle non ci sarebbero giorni cosi

se non piovesse sempre e se il sole non bruciasse la pelle non ci sarebbero giorni cosi

se smettessi di aver paura non ci sarebbero giorni cosi

se non avessi lacrime ma solo occhi non ci sarebbero giorni cosi

se la fortuna fosse solo un gioco non ci sarebbero giorni cosi

se la nostalgia fosse un'opinione non ci sarebbero giorni cosi

se un'opinione fosse un sogno non ci sarebbero giorni cosi

se un giorno fosse 1000 e 1000 fosse zero non ci sarebbero giorni cosi

se nessuno fermasse i miei sogni non ci sarebbero giorni cosi

se la gente mi capisse non ci sarebbero giorni cosi

se io capissi la gente non ci sarebbero giorni cosi

se i soldi non servissero a vivere non ci sarebbero giorni cosi

se tutti i pezzi di questo puzzle si combinassero magicamente non ci sarebbero giorni cosi

se non avessi domande non ci sarebbero giorni cosi

se non avessi bisogno di altre occasioni non ci sarebbero giorni cosi

se il mondo si fermasse per un secondo non ci sarebbero giorni cosi

se una madre fosse madre ed un figlio fosse figlio non ci sarebbero giorni cosi

se tutte le parole del mondo cambiassero il mondo stesso non ci sarebbero giorni cosi

se le bombe fossero fiori e la morte fosse vita non ci sarebbero giorni cosi

se la libertà bastasse a renderci liberi non ci sarebbero giorni cosi

se uno sguardo potesse cancellare questi "se" tu saresti ancora qui ed io non avrei giorni cosi e non ci sarebbero giorni cosi nel mondo che è.

ma devo ricordare che ci sono giorni cosi

ma devo capire che ci sono giorni cosi

 

 

ieri Lene volava nel vento

pubblicata da Lene Farinato il giorno venerdì 22 luglio 2011 alle ore 9.26

 

Ieri è arrivato mio cugino dal Connecticut, Ave li ho presi a Porlezza ed abbiamo mangiato carbonara con guanciale di maiale, Dave è un ex pilota e sa cosa vuol dire volare.. sa come muoversi nell'aria… per me è un mito.. comunque si capiva che aveva tanta voglia di provare la nostra barca ,Lene… (questo è il nome della barca) e cosi siamo arrivati al porto che era già tardi..circa le 17,00 ma il vento soffiava bene.. e Lene ha un caratterino incredibile.. ieri non voleva uscire a motore… allora abbiamo issato le vele e abbiamo chiesto al vento di farci volare sull'acqua…. gli amici dalla sponda quando hanno visto noi sulla barca piegati a filo d'acqua con le vele interamente spiegate al vento che sembrava quasi volassimo ci hanno chiamato perché avevano paura che scuffiassimo… ed invece Lene orgogliosa e fiera del suo vento a preso al volo l'ultimo sospiro di lago.. quello che arriva prima della bonaccia ed ha iniziato a volare… giu fino a Como… e su fino a comacina e poi giù di nuovo fino a como… sembrava non ci saremmo più fermati… dave è sceso dalla barca con un sorriso a 274 denti… e ha detto… gli piace andare col vento si vede che è una barca con un gran  carattere… così.. giusto una storia veloce per raccontare una delle tante giornate….

 

 

Edda CattaniGiorni così…
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Scegli la Vita

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Train "spotting"

pubblicata da Lene Farinato il giorno lunedì 11 luglio 2011 alle ore 20.40

Variazione sul tema di trainspotting (il film)

 

 

Scegli la Vita.

Scegli un lavoro.

Scegli una carriera.

Scegli una famiglia.

Scegli una grossa televisione del c…o, scegli lavatrici, automobili,

lettori di compact disc ed apriscatole elettrici.

Scegli la buona salute, il colesterolo basso, e l'assicurazione per rifarti i denti bianchi e puliti.

Scegli un interesse fisso con rimborsi ipotecari ammortizzabili.

Scegli una casa qualunque per cominciare.

Scegli i tuoi amici.

Scegli il tempo libero e borse Gucci da comprare per corrispondenza.

Scegli un salotto a tre posti in una gamma di tessuti del c….o.

Scegli il fai da te e chiediti chi c….o ha scritto le istruzioni in una Domenica mattina a quaranta gradi all'ombra.

Scegli di startene seduto su quel divano fatto con la gamme di tessuti del c….o  a guardare buona domenica o chi vuole essere milionario spappolandoti il cervello mentre ti infogni coca-cola e hamburger o cibo precotto e decongelato creati per distruggerti il fegato.

E alla fine scegli di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio sbavando e ridotto a motivo di imbarazzo per gli stessi figli che hai messo al mondo per rimpiazzarti.

Ecco scegli il futuro, scegli la vita!

Io?? non posso scegliere!

Perchè?

Ditemi come faccio a scegliere se hanno scelto per me

Edda CattaniScegli la Vita
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Il numero di Dio

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"da Le perle di Lene"

 

 

il numero di Dio

pubblicata da Lene Farinato  lunedì 11 luglio 2011 alle ore 9.47

 

 

Godel cercava la prova matematica dell'esistenza di Dio, io forse posso dimostrarlo

se consideriamo che Dio è infinito allora seguendo questo ragionamento possiamo non solo provarne l'esistenza ma definirlo con un numero

una torta non è divisibile per zero in quanto riteniamo che "zero persone" siano presenti nella stanza.

 

Ma "zero persone"   nella stanza non sono un numero ma l'assenza del numero stesso, in altre parole "zero" è la rappresentazione dell'infinito in relazione allo spazio tempo, ovvero 0/0=oo (infinito) A (assenza) / 0 = infinito

 Conseguentemente la torta puo essere divisa per un numero infinito.

 Cosa è il numero infinito.

 Noi supponiamo che zero sia l'assenza dei numeri o l'inizio del nostro computo in quanto pensiamo in maniera lineare, ma in realtà zero può essere espressa come la contrazione o espansione di se stesso.

esempio

 

 

 

la numerazione che unisce in linea retta lo zero all'uno e la base del triangolo

 Quindi se noi supponiamo che lo "zero" come lo conosciamo noi sia in realtà un Triangolo.

 la somma dei tre angoli interni mi da come risultato 180º , in realtà il triangolo può essere contratto o espanso fino a formare uno zero, il risultato degli angoli in espansione o contrazione cioè in dinamicità può dare come somma un numero infinito e variabile, ovvero 9 volte 9 per 9 calcolato 9 volte, questo ci permette di calcolare il numero oo ovvero dare un valore all'infinito.

esempio 4,304672095695e+16 il numero dell'infinito. io dispongo solo di una calcolatrice solare quindi non posso calcolare questo numero per approssimazione ritengo che il numero sopra riportato sia corretto, ma quant'anche non lo fosse ( corretto ) rimane un ottimo punto di partenza da usare come esempio.

 Ottenuto il numero dell'infinito possiamo calcolare come dividere un numero per 0

 esempio; supponendo che "zero" in realtà sia un triangolo in continua espansione o contrazione la somma degli angoli sarà oo ovvero il numero dell'infinito sopra riportato. quindi una torta diviso "zero" darà come risultato un infinita quantità di piccoli impercettibili pezzetti di torta che espressi in numero dovrebbe corrispondere a

 1/  0 (oo) = 0,387420489387421

 dando un valore determinato all'infinito ogni problema è risolvibile, di conseguenza

P vs NP = P

in altre parole a tutto c'è rimedio anche alla morte.

 

 

Edda CattaniIl numero di Dio
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